Il Tirreno

Lucca

Caso Rsa, accordo amaro restano a casa 25 lavoratori

Fumata bianca nell’incontro di ieri in prefettura tra Pro.Ges e sindacati Tagli dimezzati, gli “esuberati” inseriti in un bacino per il riassorbimento

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LUCCA. Questione rsa, accordo trovato: esuberi ridotti (da 25 a 50) ma i sindacati restano con l’amaro in bocca.

È arrivata la fumata bianca nell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio in prefettura per risolvere la vertenza tra lavoratori e cooperativa. Al tavolo i sindacati Fp Cgil, Uil Fpl e Fisascat Cisl e le aziende Kcs (attuale gestore) e Pro.Ges (che subentrerà dal 1° dicembre). Alla presenza del prefetto Giovanna Cagliostro si è raggiunto un accordo finalizzato alla riduzione degli esuberi, determinati dal passaggio di gestione delle residenze per anziani Pia Casa a Lucca e Villa Santa Maria a Monte San Quirico. Il piano industriale inizialmente presentato da Pro.Ges è stato pesantemente rivisto: i 50 esuberi previsti in prima battuta (40 tempi indeterminati e 10 determinati) sono stati pressoché dimezzati. Gli esuberi sono stati ridotti a 25, di cui tre tempi determinati. I dipendenti dall’azienda uscente non inseriti in questa prima fase della nuova gestione avranno la copertura degli ammortizzatori sociali per il tempo necessario al riassorbimento. Inoltre saranno inseriti nel cosiddetto “bacino di esuberi”, da cui si dovrà attingere nel caso di nuovi appalti per la gestione dei servizi da parte del Comune e delle ditte affidatarie - tra cui prima fra tutte Pro.Ges - dei servizi stessi per conto del Comune.

Anche Kcs si impegna all'assunzione del personale nell'ambito del bacino in caso di necessità di nuove risorse nelle strutture presenti nel territorio del Comune di Lucca. L'accordo è stato firmato per il Comune dall'assessore e vice sindaco Ilaria Vietina.

Accordo trovato ma i sindacati restano con l’amaro in bocca: i rappresentanti dei lavoratori vedono un grosso taglio dei livelli occupazionali e un conseguente calo dei servizi nelle residenze sanitarie. Inoltre sembrano venute meno le risorse che l’amministrazione comunale in passato aveva pensato di racimolare per fare un nuovo bando (magari destinato all’assistenza domiciliare). Bando che avrebbe permesso il riassorbimento dei lavoratori “esuberati”. L’accordo siglato ieri, tra l’altro, ha valenza temporanea: parte il 1° dicembre, con l’affidamento della concessione a Pro.Ges, e termina il 31 gennaio. Questo per verificare cosa deciderà il Consiglio di stato in merito alla sentenza del Tar che ha annullato l’aggiudicazione del bando alla ditta Agorà, accogliendo il ricorso della ditta seconda classificata, ovvero cooperativa sociale Pro.Ges. La sentenza è attesa per il 12 gennaio.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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