Sicurezza
Caplac, il Ministero nomina il commissario
È il commercialista Giambene di Quarrata che proseguirà con l’esercizio provvisorio dell’azienda
COLOGNORA DI COMPITO. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha deciso: il commercialista Pier Luigi Giambene di Quarrata è stato nominato commissario della Caplac, la società cooperativa con sede a Colognora di Compito, posta in liquidazione coatta amministrativa a causa di un passivo di 5,6 milioni nell’ultimo triennio con una situazione di disavanzo patrimoniale all’inizio del 2016 indicata in oltre 2,5 milioni e aggravatasi al 30 giugno scorso. Il professionista si metterà subito a lavoro e ha già contattato il legale rappresentante della Caplac, l’avvocato Alessandro Liana, e la sezione fallimentare del tribunale civile per procedere agli obblighi di legge. Ha già autorizzato la prosecuzione dell’esercizio provvisorio in continuità operativa aziendale. In una parola, la produzione va avanti e la cooperativa agricola di produttori del latte e affini non si ferma. Continua anche l’appoggio dei fornitori principali primo tra tutti la Latteria di Soligo, la cooperativa casearia trevigiana sorta nel 1883 e tra le più antiche e solide d'Italia, che nel 2015 era entrata a far parte con una quota sociale rilevante nella Caplac e con tre dei cinque membri nel Consiglio di amministrazione.
La Caplac di Colognora di Compito - due dirigenti, dieci impiegati e altrettanti dipendenti oltre a 25 aziende agricole di Lucca, Piana e Garfagnana e circa 35 addetti alla distribuzione (in prevalenza autotrasportatori) per un totale di ottanta persone - si avvia verso la liquidazione coatta amministrativa. Una procedura concorsuale che si applica per alcune categorie d'impresa (per esempio le cooperative) e che equivale al fallimento. Cosa ne sarà di un marchio conosciuto e apprezzato a livello nazionale come quello del latte S. Ginese e di una storia e una tradizione agricolo-casearia che risale al lontano 1949? La palla a giorni passerà al commissario liquidatore ministeriale, a cui è stata affidata l'amministrazione del patrimonio d'impresa. Da domani potrà autorizzare gli atti di straordinaria amministrazione, esercitare le competenze che, nel fallimento, sono del giudice delegato, nominare legali per cause attive o passive, esercitare azioni revocatorie ed eventualmente, nel caso riscontrasse situazioni pregresse di male gestione, esercitare l'azione di responsabilità contro gli amministratori dell'impresa. La speranza è che, con i ridimensionamenti del caso, questo patrimonio della Lucchesia possa continuare a vivere.
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