Il Tirreno

Lucca

A 94 anni da Vienna a Lucca per studiare l’italiano

di Paola Taddeucci
A 94 anni da Vienna a Lucca per studiare l’italiano

La storia di Rudolf Höfer, luminare austriaco della medicina nucleare. Arriva con aereo e taxi e abita in via San Nicolao, dove è conosciuto da tutti

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LUCCA. Da oltre dieci anni, all'inizio dell'autunno, viene a Lucca a perfezionare la lingua italiana. Niente di strano, se non che di anni ne ha 94, da Vienna - dove vive - arriva da solo in aereo e taxi, in città prende un appartamento in affitto e per l'intero soggiorno lucchese fa la spesa e si prepara da mangiare, sempre senza aiuti, dopo aver seguito quattro ore di lezione ogni mattina dal lunedì al venerdì.

Uno studente modello, senza ombra di dubbio, nonostante la veneranda età. Ma non c'è da stupirsi visto che stiamo parlando del professor Rudolf Höfer, pioniere della medicina nucleare su scala mondiale. Il luminare austriaco - fondatore, tra l'altro, della Società europea di medicina nucleare - ha scelto Lucca e la scuola Koinè per perfezionare l'italiano.

È una lingua che conosce benissimo, come molti viennesi della sua generazione di livello medio-alto, per i quali la frequentazione dell'italiano e dell'Italia era scontata, quasi un fatto naturale.

Alla sua età, tuttavia, le difficoltà di apprendimento sono del tutto naturali. Ma Höfer riesce a compensarle, a giudizio del team dell'istituto lucchese, grazie alla straordinaria cultura, unita alla sensibilità, all'umiltà e ad una notevole dose di ironia.

Il medico ha scoperto la scuola più di dieci anni fa, ancora viva sua moglie, con la quale convenne che la loro conoscenza della lingua di Dante si stava appannando e andava rinvigorita.

«Un'agenzia austriaca ci indirizzò a Feltre, in Veneto – racconta -, dove seguimmo un corso per due volte, ma poi decidemmo di cambiare. Così arrivammo a Lucca. E rimanemmo subito incantati».

Da allora non ha mai saltato un anno, continuando a frequentare Lucca e i corsi d'italiano alla Koinè anche dopo la morte della moglie.

«Lucca è un posto meraviglioso – dice -, in particolare grazie alle sue splendide Mura. Ma ha tantissimi altri pregi, a cominciare dalla disponibilità e ospitalità degli abitanti. Qui mi sento a casa».

Da Vienna prende l'areo per Firenze, sale in taxi fino a Lucca (una concessione che mi permetto – confessa – perché con il treno o il pullman sarebbe più faticoso) per arrivare in via San Nicolao, nel centro storico, dove affitta lo stesso appartamento da diversi anni ed è conosciuto e stimato da tutti.

Ma il professore - come viene chiamato – è di casa anche al mercato e in molti negozi della zona, dove si reca a fare la spesa.

«Ormai – sottolinea – sono un po' lucchese». E poi c'è la Koinè, in via dei Tabacchi, sempre in centro, che ogni mattina raggiunge a piedi: «È la mia famiglia italiana, non potrei mai andare in un'altra scuola.

«Nemmeno a Venezia, la mia città preferita insieme con Lucca». Modesto, colto e ironico. «A volte in aeroporto – racconta – per muovere a compassione e farmi aiutare con le valigie accentuo l'incertezza nel camminare, insomma faccio il vecchietto».

In realtà cammina spedito, appoggiandosi al bastone, ed è felicemente autonomo, anche nella vita quotidiana a Vienna. Oggi è libero da impegni, ma fino a due anni fa – nonostante il collocamento in pensione dall'età di 70 anni – ha seguito regolarmente l'attività della Società austriaca per la medicina nucleare e della relativa fondazione, organizzazioni anch'esse da lui fondate e dirette.

E non smette di studiare né di pubblicare testi: nel 2015 una sua documentazione sull'impiego degli isotopi radioattivi nella ricerca e nella terapia ha ottenuto il premio come migliore pubblicazione dell'anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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