Il Tirreno

Lucca

“Muro di donne” per aiutare centinaia di vittime

di Nadia Davini
“Muro di donne” per aiutare centinaia di vittime

I dati del Centro antiviolenza e dell’Asl: al pronto soccorso di Lucca i numeri più alti

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LUCCA. Tredici sagome di cartone, ricoperte di fiocchi bianchi. Alcune di scritte, citazioni, pensieri contro la violenza, di denuncia sul femminicidio. Altre con la bocca cucita, o con le mani sul volto. Altre ancora con schizzi rossi, rosso sangue, sul vestito. Tredici come il numero delle donne vittime di femminicidio in provincia di Lucca negli ultimi sette anni, che sono andate a comporre il Muro delle donne. Si chiama così l'installazione ideata e proposta dall'Associazione Luna Onlus, ospitata nei comuni di Porcari, Borgo a Mozzano, Barga, Gallicano, Castelnuovo, Pieve Fosciana e ieri arrivata anche a Lucca, in piazza San Michele.

A condurre i prototipi di cartone riportanti le iniziali delle donne uccise per mano di un uomo (compagno, ex fidanzato, convivente, amico), gli studenti lucchesi, che hanno vita a un corteo silenzioso. Come silenziosa è la violenza contro le donne, proprio perché il più delle volte subdola, eppure collettiva. Ed è proprio questo ciò che vogliono dire quelle sagome che escono dalle stanze per riempire le strade frequentate ogni giorno: il femminicidio è una questione pubblica, coinvolge il linguaggio, l'educazione ai sentimenti, il pensiero e dunque riguarda tutti.

Come tutti riguardano i dati raccolti dalla Luna Onlus, che da gennaio a ottobre 2016 ha contato 126 donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza: 12 al mese, 4 a settimana. Sono 34 invece le donne ospitate, ad oggi, nelle case rifugio insieme a 38 bambini. «Il nostro è un compito delicato - spiegano dal direttivo della Luna -. Come spesso diciamo, quando una donna vittima di violenza cerca un aiuto, deve trovare nella realtà alla quale si rivolge, professionalità e competenza. Per questo servono fondi e aiuti per dare un servizio professionale adeguato e duraturo al fine di affrontare un problema che non è più episodico ma quotidiano».

In tema di aiuti è venuta incontro la Regione, che ha stanziato oltre 325.000 euro per i centri antiviolenza del territorio. «La Regione ha dimostrato attenzione al territorio e grande sensibilità verso un problema che riguarda tutti - commentano ancora dal direttivo - È sbagliato pensare che la violenza sulle donne sia un fenomeno che coinvolge solo contesti marginali e disagiati: le donne che si rivolgono a noi sono donne istruite, che lavorano, che apparentemente sembrano condurre una vita normale. La faccia subdola della violenza, soprattutto quella domestica, è che spesso è nascosta dietro famiglie 'normali', dietro le foto sorridenti delle vacanze o delle gite fuori porta. La violenza può colpire tutti noi: l'unico modo per evitare che tragedie come quella tremenda di Vania, si ripetano, è parlare. Dobbiamo parlarne noi, perché tutti possano sapere quali aiuti offre il nostro territorio. Devono soprattutto parlare le vittime e per farlo devono avere la sicurezza di centri di ascolto seri, di persone competenti, di una rete che funziona. Una volta che una donna ha rotto il muro del silenzio non può essere lasciata sola. Perché è quella solitudine che la ucciderà».

Di dati, poi, parla anche la direzione dell'Azienda Usl Toscana Nord ovest, che nello stilare il numero di accessi al percorso Codice Rosa nel 2015 scrive nero su bianco come il pronto soccorso lucchese sia quello con il numero più alto di casi di violenza (maltrattamento, abuso e stalking): 327 donne. Per un totale di 895 casi di violenza su pazienti adulti (862 maltrattamenti, 19 abusi, 14 stalking) e 124 casi di violenze su minori (114 maltrattamenti e 10 abusi) in tutta la Toscana. «Si tratta di numeri preoccupanti - afferma la direttrice generale, Maria Teresa de Lauretis - ed in questo 2016 si registrerebbe un ulteriore aumento, ma che evidenziano anche l'importanza di questo percorso che consente di far emergere molte situazioni di disagio e di mettere in rete diverse istituzioni e competenze».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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