Il Tirreno

Lucca

Migliaia di euro “dimenticati” nelle banche

di Gianni Parrini

I rapporti dormienti dei lucchesi sono oltre 1200 Per quelli del 2008 il rimborso va chiesto subito

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LUCCA. C’è chi li ha dimenticati, chi non ha mai saputo di averli e chi scoprirà solo ora, leggendo questo articolo, che il caro estinto ha lasciato un ultimo regalo. Parliamo dei cosiddetti rapporti dormienti: libretti deposito, conti correnti, assegni circolari e fondi di investimento del valore di almeno 100 euro su cui da dieci anni non è più stata compiuta alcuna operazione. Per dimenticanza o magari perché appartengono a persone decedute. Dal 2008 al 2016 sono oltre 1.200 i rapporti appartenenti a cittadini lucchesi entrati in dormienza. Nella tabella qui a fianco riportiamo solo quelli del 2008. C’è un motivo, anzi due. Il primo è che 1.200 nomi sono troppi per una pagina di giornale. Il secondo è che i rapporti del 2008 sono quelli più vicini alla prescrizione, dopo la quale non si ha più diritto al rimborso. La normativa stabilisce che i soldi possano essere ridati al titolare o agli eredi solo se la richiesta perviene entro 10 anni da quando il rapporto è entrato in dormienza. O almeno questo è l’orientamento prevalente quando si parla del cosiddetto “termine prescrizionale”, oltre il quale non si ha più alcun diritto. Per i rapporti del 2008, quindi, la scadenza arriverà nel 2017. Il mese e il giorno preciso non sono noti, dipendono da quando gli estremi del conto sono stati trasmessi dalle banche a Consap, società partecipata dal Ministero dell’Economia, che si occupa di gestire le domande di rimborso, offrendo assistenza ai titolari dei conti o agli eredi. E visto che le pratiche burocratiche per “risvegliare” il denaro richiedono alcuni mesi è meglio non perdere tempo.

A partire dal 2006 banche, assicurazioni e poste sono obbligate a censire periodicamente tutti i rapporti aperti e a comunicare gli estremi di quelli non movimentati da 10 anni. La lista dei rapporti entrati in dormienza è poi trasmessa alla Consap. La normativa stabilisce che le somme finiscano in un fondo istituito dal Ministero per il risarcimento delle vittime dei crack finanziari, creato a seguito degli scandali Parmalat, Cirio e del flop dei tango bond.

Il problema è che ai titolari di questi rapporti o agli eredi spesso la comunicazione non arriva: le banche pubblicano degli elenchi online o nelle proprie sedi. Se entro 180 il rapporto non viene movimentato (basterebbe chiedere un estratto conto) viene estinto e i soldi finiscono nel fondo, mentre il nominativo finisce nell’elenco di Consap. Per sapere se siamo titolari (o aventi diritto) a nostra insaputa di un rapporto, basta scorrere la lista. Potrebbe essere una bella sorpresa. Un po’ come frugare in un cassetto chiuso da tempo e scoprire una busta con qualche centinaio di euro. O anche di più.

Chi volesse fare un lavoro più scrupoloso e non limitato al solo 2008 può andare sul sito www.consap.it e consultare il motore di ricerca della sezione "Cerca rapporto dormiente". Basta inserire il Comune di residenza, l’anno e oilà: compare una lista con nome del titolare del rapporto, data e luogo di nascita, intermediario finanziario e numero del rapporto. Manca solo l’importo giacente sul conto che però è sicuramente superiore ai 100 euro, altrimenti il rapporto non sarebbe stato trasmesso. Come detto i termini prescrizionali variano a seconda del tipo di rapporto, ma per la maggior parte dei casi sono di dieci anni. Tale lasso di tempo, ad esempio, vale anche per gli assegni circolari, ma solo per chi ne ha richiesto l’emissione e non per chi deve riscuoterlo. Più articolate sono le distinzioni che riguardano le polizze vita e i buoni fruttiferi postali. In questi casi è bene rivolgersi al contac center di Consap (06/85796444).

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