Il Tirreno

Lucca

Chiamano al 112: "Sangue". I carabinieri rintracciano e salvano un disabile ferito

di Luca Tronchetti
Chiamano al 112: "Sangue". I carabinieri rintracciano e salvano un disabile ferito

Lucca: senza l’intuito di un militare il pensionato in difficoltà avrebbe rischiato di morire dissanguato. Soccorso in meno di mezz'ora

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Abilità, coraggio, sangue freddo, ma soprattutto la pazienza e la voglia di ascoltare qualsiasi richiesta. È così che un appuntato scelto della centrale operativa di Cortile degli Svizzeri - ma il plauso va allargato a tutti i militari della centralino - è riuscito a salvare un disabile che rischiava di morire dissanguato dopo essere caduto e aver battuto la testa contro lo spigolo di un comodino della casa in cui vive da solo. Un pensionato di 61 anni residente nella periferia cittadina affetto, non solo da problemi di deambulazione, ma anche da gravi difficoltà nel linguaggio e nella parola. Tanto da non riuscire ad emettere suoni acuti e urla in modo da richiamare, al limite, i vicini di casa.

Quel sibilo sospetto. Sono le 23.30 quando il carabinieri di turno che sta per smontare dal servizio prende una chiamata dal numero di emergenza 112. Dal display appare il numero di un cellulare. «Carabinieri, pronto». Nessuna risposta. «Carabinieri». Un sibilo impercettibile. «Carabinieri». Un labiale biascicato con un’unica parola che l’operatore riesce a cogliere: «sangue». Poi più nulla. La linea cade e l’appuntato riprova imperterrito quel numero. Una-due-tre-quattro volte. Il telefonino che squilla, ma nessuno risponde. Altri al suo posto avrebbero desistito. Ma l’esponente della Benemerita non è tranquillo, sente che qualcosa di grave deve essere accaduto. Non potrebbe smontare dal turno e andare letto con animo sereno. Si prende a cuore la cosa e persiste nelle telefonate. Arriva il collega che deve dargli il cambio e gli chiede di allertare un’ambulanza.

Il disabile rintracciato. Nel frattempo il gendarme mette in pratica l’operazione di rintraccio del cellulare. Tre numeri particolari a cui far seguito quello del telefonino apparso sul visore per poi schiacciare l’invio e capire qual’è l’operatore telefonico. Da lì comporre il numero delle chiamate urgenti rivolto all’azienda telefonica, nel caso di specie la Vodafone, per conoscere a quale utente appartiene quell’apparecchio mobile. Il tutto a tempo di record, con una prontezza di riflessi e una sicurezza frutto dell’esperienza. Ottenuto il nominativo dell’utente che ha firmato il contratto con l’operatore in questore dal 112 viene inviata una pattuglia dei militari di San Concordio. Sono le 23.55 quando i carabinieri arrivano sotto l’abitazione dello sventurato. E poco dopo ecco anche l’autoambulanza.

Testa insanguinata. Aperta la porta gli uomini in divisa sentono una voce strozzata provenire dalla camera da letto. Steso a terra con il sangue che sgorga dalla testa e dal naso c’è un pensionato di 61 anni con gravi problemi di disabilità. Vive da solo, probabilmente è caduto dal letto o da una sedia. Da solo non riesce ad alzarsi e quindi ad uscire fuori e chiedere soccorso. Ha problemi alle corde vocali e non riesce a pronunciar bene le parole e a farsi capire. Il suo cellulare ormai è quasi scarico. Senza l’arrivo provvidenziale dei carabinieri correva il serio rischio di perdere conoscenza e morire dissanguato. È mezzanotte quando l’invalido viene sistemato sull’autolettiga e trasferito al pronto soccorso dell’ospedale San Luca dove viene sottoposto a una serie di accertamenti e rimane tutta la notte in osservazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web