La manifestazione
Caso Snai, Mariani interroga il ministro
PORCARI. La deputata Pd Raffaella Mariani ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro e della politiche sociali, Giuliano Poletti sulla delicata vertenza Snai con il rischio di 83 esuberi,...
PORCARI. La deputata Pd Raffaella Mariani ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro e della politiche sociali, Giuliano Poletti sulla delicata vertenza Snai con il rischio di 83 esuberi, 62 dei quali alla sede di Porcari. La parlamentare lucchese punta l'attenzione sull'inquadramento della società da parte dell'Inps nel solo settore terziario, dopo la fusione con la Cogemat. «Un inquadramento che comprometta le garanzie poste a presidio dei lavoratori. L'interpretazione dell'Inps - scrive la deputata - oltre ad incontrare la contrarietà di tutte le parti coinvolte e ad apparire ingiustificata, comprometterebbe irrimediabilmente l'opportunità di utilizzare i necessari ammortizzatori sociali a fronte degli esuberi di personale conseguenti alla fusione. Prima della fusione la società era stata inquadrata nel settore industriale e nel terziario. C'è preoccupazione per il futuro dei lavoratori e il rilancio dell'azienda, con oltre 700 addetti, di cui circa 400 (in prevalenza donne) impiegate nella sede di Porcari. L'azienda ha annunciato gli esuberi senza però provvedere a presentare un piano industriale né d attivare ammortizzatori sociali e, successivamente, contratti di solidarietà per il personale in esubero».
Inoltre per la parlamentare «il numero degli esuberi individuati e annunciati avrebbe effetti difficilmente sostenibili per la Piana di Lucca, che sconta da tempo le gravi conseguenze occupazionali e le ricadute sociali della crisi economica: la salvaguardia dei posti di lavoro locale rappresenta un elemento essenziale per il territorio della provincia. Chiediamo dunque al ministro se intenda effettuare un monitoraggio sulla vicenda Snai con particolare riferimento alla situazione occupazionale e quali iniziative intenda assumere per evitare che il piano di ristrutturazione della società produca conseguenze gravissime in termini occupazionali e sociali sul territorio lucchese».
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