Finanza
Linee, orari e pulizia Cosa funziona e cosa no
Viaggio fra biglietteria e mezzi di Ctt: ecco i punti deboli
LUCCA. Linee, sicurezza, tutele, manutenzione e pulizia: cosa pensa del trasporto pubblico, urbano ed extraurbano, chi tutti i giorni siede alla guida degli autobus, ascoltando la voce di utenti e colleghi e vivendo da vicino aspetti positivi e note dolenti? Dopo l'articolo pubblicato ieri sul nostro giornale - a seguito del dossier fotografico presentato su questi temi dalla consigliera Cinque Stelle Maria Laura Chiara Laura Giorgi e dopo il rigetto delle accuse da parte di Ctt Nord - abbiamo incontrato Massimo Belli, autista di Ctt Nord e sindacalista di Uiltrasporti, per capire qualcosa di più del servizio offerto.
Lo troviamo alle 10,30 in piazzale Verdi, proprio di fronte alla biglietteria dove ci mostra il recente inserimento delle paline che indicano l'ultima fermata delle corse in partenza. Un provvedimento utile per l'utenza che, in passato, riusciva a districarsi male fra le venti postazioni. «All'interno del bando di gara del 2005 però - spiega - erano previsti cartelloni elettronici simili a quelli delle stazioni ferroviarie, con indicazioni circa le direzioni e i ritardi, che però non sono stati collocati».
Entriamo così nella biglietteria che, stando all'esperienza dell'autista, non tutti gli utenti riescono ad individuare con facilità. Per accedervi, approfittiamo dello scivolo realizzato per i diversamente abili così da abbattere l'ostacolo dello scalino.
Una volta entrata, però, come può una persona in carrozzina fare il biglietto? La possibilità di raggiungere il desk è infatti vincolata al superamento di altri gradini.
Intorno alcune persone approfittano delle rinnovate seggioline in plastica, ma i tanti fogli che riportano gli orari delle corse appesi al vetro del bancone, secondo qualcuno risultano poco intuitivi.
Infine il bagno, accessibile ai soli dipendenti dell'azienda, sembra costituire un problema per quegli utenti che, di fronte alla necessità, vorrebbero usufruirne.
Torniamo così sull’esterno del piazzale, dove partono e arrivano i mezzi, per monitorare la situazione.
«Parlando di sicurezza - afferma Massimo Belli - nelle ore di punta, alle 8 o alle 14, l'autobus si trova a dover fare manovra con centinaia di ragazzi che spingono per salire per primi. In assenza di retrocamere, siamo costretti a muoverci alla cieca, solo sulla base degli specchietti laterali. Sarebbero pertanto necessari tornelli o paratie leggere per recintare l'area di attesa».
Una certa attenzione viene poi riservata alle condizioni dei mezzi che, anche su segnalazione degli autisti, l'azienda toglie dalla circolazione quando lo ritiene opportuno. Un comportamento esemplare, che però si scontra poi con successive difficoltà: «Ci sono diversi bus fermi in deposito perché non arrivano i pezzi di ricambio».
Proprio mentre il sindacalista fa presente alcune problematiche, una signora si avvicina per un'informazione. «Un tempo esisteva l'ufficio movimento - precisa Belli - con il personale dotato di microfono per l'assistenza ai passeggeri. Oggi è difficile, anche per gli autisti, riuscire a stabilire se l'autobus è partito o in che posizione si trovi e organizzarsi con le coincidenze».
Il rischio, infatti, è di dover attendere per un'ora la corsa successiva.
Un tema delicato è poi quello dei biglietti, sia per l'evasione, sia per le situazioni che possono nascere a seguito della richiesta del personale di esibirli. «È un problema molto diffuso: alla gente sembra una cosa eccezionale dover acquistare il ticket».
Per la carenza dei verificatori, sono spesso gli stessi autisti a rivolgersi ai passeggeri per accertarsi della loro regolarità. «Tre mesi fa, mentre guidavo, un uomo mi ha addirittura tirato una bottigliata, solo perché gli avevo chiesto il tagliandino» racconta il sindacalista.
Capita che a salire sui mezzi siano, non solo i passeggeri senza biglietto, ma anche quelli con un talloncino obliterato più e più volte.
«Chi non è in regola, non dovrebbe avere la possibilità di accedere all'autobus - aggiunge Belli -. L'autista, oltre al suo lavoro e a quello di controllo, talvolta deve fare anche da assistente, aiutando a salire le persone diversamente abili quando non funzionano le pedane».
Un miglioramento, invece, quello rilevato dal sindacalista in materia di pulizia, soprattutto nell'ultimo anno, per cui non ha riscontrato lamentale nemmeno dall'utenza. Intanto, si attende anche la conclusione della fase sperimentale dell'Avm (il controllo satellitare del mezzo).
«Per adesso dobbiamo usare i nostri cellulari personali per metterci in contatto con la centrale operativa. Ma quello che manca è anche il senso di appartenenza: non abbiamo più una divisa vera e propria - si lamenta il sindacalista - e i piastrini identificativi riportano ancora il nome della vecchia azienda».
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