Sicurezza
Al Museo Puccini la corrispondenza con l’amico pittore
La Fondazione Bml ha concesso in comodato l’epistolario del compositore con Luigi De Servi
LUCCA. C'è anche una cartolina di Antonio Puccini, figlio di Giacomo, che scrive dopo l'incidente automobilistico in cui fu coinvolto il maestro nel febbraio 1903, rassicurando sulle condizioni di salute del padre. E ci sono le numerose lettere di Giacomo all'amico pittore, da lui chiamato, tra l'altro, a decorare la villa di Torre del Lago insieme con Plinio Nomellini.
Sono alcuni dei cimeli che nei prossimi mesi arricchiranno la dotazione espositiva del Puccini Musem di corte San Lorenzo: circa cinquanta pezzi provenienti dal Fondo Luigi De Servi, il pittore lucchese che fu legato al maestro da un forte rapporto di amicizia oltreché di collaborazione artistica. Il Fondo, donato alla Fondazione Banca del Monte di Lucca dagli eredi De Servi, è stato concesso in comodato d'uso alla Fondazione Puccini che gestisce il museo, dove il materiale verrà messo in mostra dalla primavera 2017.
A firmare l'atto il sindaco Alessandro Tambellini, in qualità di presidente della Fondazione Puccini, e Oriano Landucci, presidente della Fondazione Banca del Monte. Con la disponibilità di questo materiale – che rimane di proprietà dell'ente di origine bancaria – il patrimonio della Fondazione Puccini si arricchisce ulteriormente, potendo ormai vantare oltre mille documenti legati al maestro: un numero che pone il suo archivio tra i più importanti al mondo. Il carteggio tra Puccini e De Servi è testimoniato da ventiquattro lettere scritte da Giacomo a Luigi; ci sono poi dodici foto del maestro e sette lastre fotografiche, sei lettere di De Servi legate a Puccini, tra le quali una indirizzata a Nomellini a proposito delle decorazioni a Torre del Lago, e altri cimeli, tra cui un bassorilievo in gesso raffigurante Giacomo.
Come succede spesso con i documenti pucciniani, anche la corrispondenza con De Servi permette di entrare da vicino nella vita del compositore. Le lettere e le cartoline inviate al pittore, infatti, testimoniano la duratura e sincera amicizia che li legò per quasi tutta la vita. Puccini scrisse all'amico fin dal 1899, quando quest'ultimo – nato a Lucca nel 1863, figlio di un pittore - era tornato in Italia dopo aver trascorso alcuni anni in Argentina. Nonostante i viaggi dell'uno e dell'altro, i due mantennero sempre i contatti. Più assidui in occasione dei lavori alla villa di Torre del Lago, tra il 1899 e il 1900, più diradati negli anni a seguire, ma sempre segnati dall'affetto. Puccini lo chiamava Gigi, gli mandava cartoline d'auguri, come quella datata 7 aprile 1917, da Milano, in cui scrive “Ti mando l'ovino”, per la Pasqua. Un cartoncino con busta, spedito da Viareggio il 24 settembre 1924, è l'ultimo che il maestro mandò a De Servi, esattamente due mesi prima dell'intervento chirurgico alla gola, il 24 novembre a Bruxelles, da cui non riuscì mai a riprendersi, morendo cinque giorni dopo. Una parte consistente di tale documentazione è stata esposta per la prima volta nella sede della Banca del Monte in piazza San Martino nell'aprile di due anni fa, quando fu allestita una mostra a cura di Simonetta Puccini, nipote del compositore. Poi le lettere e gli altri cimeli sono tornati negli scaffali, da dove ora riemergono allo scoperto per essere visti da tutto il pubblico, a partire dalla prossima primavera. Quanto alla collocazione, è probabile che sarà riallestita una sala del museo.
Paola Taddeucci
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