Il Tirreno

Lucca

«Siamo già mobilitati da tempo sul recupero dell’acquedotto»

di Luigi Spinosi
«Siamo già mobilitati da tempo sul recupero dell’acquedotto»

Dopo l’appello di Colucci la risposta del sindaco Tambellini La Fondazione: «Se c’è un progetto noi lo valutiamo»

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LUCCA. «L’attenzione non è mai calata. Al di là delle proposte estemporanee noi siamo consapevolissimi delle condizioni dell’acquedotto del Nottolini e della sua importanza. Stiamo lavorando da tempo per il suo recupero. Abbiamo un progetto, abbiamo chiesto anche finanziamenti specifici, stiamo lavorando su idee come il percorso ciclopedonale dalle Mura alle sorgenti delle Parole d’Oro. Anche sabato scorso abbiamo affrontato il tema all’assemblea del circolo dell’Unione Comunale. Insomma, è un argomento che ci sta a cuore»: il sindaco Alessandro Tambellini, interpellato, taglia corto sulla mobilitazione attivata dall’ex presidente dell’Apt dell’opera delle Francesco Colucci a favore dello storico monumento. Taglia corto perché, sostiene, chi di dovere, ossia il Comune, mobilitato lo è già.

Ma il vero destinatario dell’appello di Colucci era la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, ma anche in questo caso la risposta è di quelle che difficilmente possono soddisfare il mittente: «Noi non entriamo nella questione – risponde il presidente della Fondazione Alfredo Lattanzi – apprezziamo le parole di Colucci per quanto la nostra Fondazione ha fatto e sta facendo, ma noi operiamo in altro modo. Noi operiamo con i nostri enti in accordo con i Comuni. Valutiamo i progetti che ci vengono proposti (e che, ricordo, non si sviluppano solo su Lucca, ma su tutto il territorio della Provincia) dalle varie istituzioni. Certo, se ci viene proposto un progetto di recupero, siamo pronti a valutarlo».

Che le risposte arrivate risultino, o meno, soddisfacenti per chi le ha poste, va però riconosciuto il merito di aver riacceso i riflettori sul caso del Nottolini anche nell’opinione pubblica. Perché, prima ancora dell’intervento delle istituzioni, quel monumento ha bisogno dell’amore dei lucchesi. Un amore che qualcuno dimostra di non avere: basta fare una passeggiata alla “stazione di arrivo” dell’acquedotto, il cosiddetto Tempietto, per rendersi conto che l’inciviltà diffusa è il primo nemico da combattere. Buttare per terra una lattina di birra, una bottiglia vuota, o anche dei sacchetti di spazzatura è un gesto sempre schifoso. Ma riesce – se possibile – a essere ancora più schifoso quando lo si consuma accanto a un pezzo di storia come il Nottolini. Ma anche ieri mattina l’accoglienza, per chi arrivava da via Consani, era rappresentata da due sacchetti della spazzatura. Non dal pacchetto di sigarette gettato da un’auto, o dalla bottiglia di birra vuota (c’erano anche quei rifiuti comunque), ma proprio da due sacchetti, buttati lì volontariamente, con i rifiuti di una famiglia (come facevano intuire i fondi di caffè che si erano rovesciati dal sacchetto stesso).

Un bel “benvenuto” che ha preparato al resto dello spettacolo, ossia un monumento in gran parte (sul lato sud) ormai ricoperto dalla vegetazione, fatta di rovi e arbusti. Anche se il complesso non fosse recintato, in alcuni punti basterebbe quella stessa vegetazione a impedire l’accesso alla struttura. Per il resto, a parte le piante attorno più cresciute, e un pezzo di griglia metallica in più (a coprire una fenditura nella vecchia recinzione), il Tempietto è sempre uguale. E non è una bella cosa. Tra recinzioni metalliche e recinzioni da cantiere in plastica arancione, con i ponteggi montati da anni sotto la struttura, e con quella “gabbia” che lo circonda magari impedisce di entrare fino al Tempietto (con la porta un tempo verde semiaperta, seppur bloccata da un catenaccio), ma non impedisce comunque agli incivili di cui sopra di continuare a usare la “selva” attorno al monumento a mo’ di discarica. Non manca nulla in questo senso, compreso un vecchio pneumatico di auto.

Speriamo che idee, progetti, appelli, possano un giorno restituirci questo tesoro nel suo splendore. Poi, a quel punto, poco importa chi avrà o si prenderà il merito di averlo fatto.

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