La manifestazione
Leccio spa, due banche contro l’omologa
Okay del tribunale al concordato della società immobiliare, ma è atteso un ricorso in Corte d’Appello
LUCCA. Il tribunale fallimentare (Giulio Giuntoli, Giacomo Lucente e Carmine Capozzi) omologa il concordato della «Leccio spa» con sede legale in via di Vorno a Guamo costituita dalla famiglia Nencini quale holding del gruppo di società sviluppatesi negli anni Ottanta nel rampo degli impianti elettrici (concessioni comunali sui cimiteri e pose in opera del conto dell’Enel spa) per poi proseguire negli anni Duemila con il settore della compravendita degli immobili e dei terreni e e la realizzazione di complessi residenziali e infine con la costituzione della «Leccio spa». Ma due istituti di credito - Banco Popolare e Monte dei Paschi di Siena - si oppongono all’omologa del concordato ed è probabile che a breve presentino ricorso alla Corte d’Appello di Firenze. Presentano una serie di eccezioni, tutte respinte dai giudici del tribunale, che vanno dalla falsa situazione patrimoniale all’incompletezza della relazione del commissario giudiziale, dalla incongruenza sulla stima degli immobili alla non convenienza della procedura concorsuale siano ad eccepire che gli immobili ipotecati avrebbero un valore superiore a quello di stima e i costi indicati per completare gli immobili sarebbero sproporzionati rispetto a quelli reali. Come a dire che la "Leccio spa" assistita con competenza e professionalità dall'avvocato Gaetano Anastasio ha vinto il primo tempo, ma la partita non è ancora chiusa.
Debiti, crediti e risorse. Un piano concordatario con una durata di cinque anni che garantisce la continuità d'impresa. Di fronte a un debito verso le banche munite di privilegio di quasi 19 milioni e di debiti verso i chirografari di 35 milioni (il fabbisogno totale è infatti stimato in 46 milioni e 133 mila euro) il commissario giudiziale Davide Marchi di Pietrasanta ipotizza ricavi dalla vendita di tutte le unità immobiliari facenti parte del parco della Laguna di Orbetello e del centro commerciale Airone di Capannori per un totale di 7,7 milioni di euro con canoni di locazione di immobili già ultimati per circa 482mila euro e vendita di immobili giù ultimati pari a 883mila euro. Il tutto a fronte di costi di completamento della Immobiliare Airone per 750mila euro e per il Parco della Laguna per 1,8 milioni. Secondo il commissario giudiziale gli immobili ancora in costruzione una volta completati avranno un valore decisamente maggiore in grado di produrre un attivo più alto e quindi risultati migliori per i creditori. E, come sostiene il legale della Leccio spa, con la continuità sarà possibile gestire e adempiere agli obblighi contrattuali assunti in tempi più celeri. Un fallimento infatti produrrebbe aggravi di passivo e tempi più lunghi per il soddisfacimento del credito. Senza considerare che i vari immobili diventerebbero facile ricovero di sbandati, senza tetto e immigrati clandestini. Con conseguenze facili da immaginare e che si toccano con mano ogni volta che viene dismesso un capannone, un magazzino o un edificio in conseguenza del crac finanziario di una società visto che i tempi per la vendita e il realizzo sono piuttosto lunghi.
Lucca Solare. La cessione del comparto energetico (Lucca Solare passata alla Green Utility di Roma e che oggi si chiama Green Lucca con la Fondazione Cassa di Risparmio al 49%, una quota di circa 2 milioni) e il fallimento della Ciemmety Energy assieme all’annullamento dell’avviso di accertamento di 5,5 milioni da parte dell’Agenzia delle Entrate emesso nei confronti de «Il Leccio» per una palese infondatezza con una riderminazione pari 1,4 milioni (richiesta comunque impugnata perchè ritenuta non dovuta) è risultata di fondamentale importanza per il buon esito del concordato. E nel piano è stato appostato un fondo rischi di 1,5 milioni che rappresenta una garanzia a fronte di sopravvenienze passive.
I pagamenti ai creditori. Il piano concordatario prevede il pagamento integrale delle spese di giustizia, il pagamento dei creditori con ipoteca gravante sui beni immobili in liquidazione nel limite del ricavato dalla loro vendita e il pagamento integrale dei creditori con privilegio con le risorse via via disponibili. Più in generale 5.2 milioni a beneficio delle banche del pool per il complesso di Orbetello e di 2,8 a beneficio di MPS per l’ipoteca gravante sul complesso Airone.
Luca Tronchetti
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