Sicurezza
Ladri al bar Irene: rubata merce per 10.000 euro
Porcari: dopo aver provato a entrare da una porta laterale i banditi hanno forzato l’ingresso principale
PORCARI. Periodo nero per i titolari di bar e ricevitorie. Non si ferma la lunga catena di furti notturni che ha visto come bersagli privilegiati questi esercizi, in cui i furfanti mirano a merci di facile ricettazione come sigarette e gratta e vinci. Nessuna novità in questo senso dal colpo al bar Irene in via Capannori, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, dove il saccheggio degli scaffali dietro al bancone ha fruttato ai malviventi un bottino di circa 10.000 euro. Diversa dagli altri casi recenti invece la modalità d'azione. Mentre in tutti gli ultimi episodi elemento caratteristico dell'azione era stato lo sfondamento della vetrina con qualche elemento di arredo urbano (tanto da far pensare che tutti i colpi fossero stati compiuti da una stessa banda), in questo caso i malviventi sono ricorsi al più classico e discreto piede di porco.
Approfittando dell'orario notturno e della copertura offerta da un piccolo gazebo su un lato, i banditi si sono messi all'opera attaccando una porta protetta da una pesante grata in ferro. Ma dopo essere riusciti a tranciare i due lucchetti dell'inferriata, hanno trovato un’inaspettata resistenza della porta interna. Allora hanno tentato di forzare una delle porte principali che danno direttamente sulla strada, assai trafficata anche in orario notturno, scoprendo con sorpresa una via d'ingresso molto più agevole. Una volta piegato l'infisso metallico, infatti, la porta si è lasciata scardinare con facilità, lasciando i malviventi padroni del negozio per alcuni minuti.
«Il sistema di allarme era regolarmente acceso – racconta Irene Tomei, titolare dell'esercizio – ma per qualche motivo l'avviso di effrazione non è arrivato alle forze dell'ordine se non in mattinata già inoltrata, lasciando i furfanti liberi di fare i loro comodi all'interno del bar». Dopo aver saccheggiato la refurtiva dietro il bancone i ladri si sono anche presi qualche minuto per tentare l'assalto alle macchinette da gioco. Ma forse qualche rumore all'esterno li ha fatti desistere, inducendoli a una rocambolesca fuga da una finestra al primo piano sul retro dell'edificio. «Quando sono entrata al lavoro verso le 5 – continua Tomei – ho visto che uno dei cassonetti dell'immondizia sul retro era stato spostato sotto una finestra aperta, come se qualcuno lo avesse posizionato lì per saltare giù più agevolmente, e ho capito che all'interno avrei trovato una brutta sorpresa».
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