Proteste
L’ex o il partner attuale: è lui che aggredisce
LUCCA. Era il 7 dicembre 2009 quando Vanessa Simonini, che aveva vent’anni e viveva con la sua famiglia a Gallicano, fu uccisa da un uomo che non aveva accettato il suo "no". Una tragedia che lasciò...
LUCCA. Era il 7 dicembre 2009 quando Vanessa Simonini, che aveva vent’anni e viveva con la sua famiglia a Gallicano, fu uccisa da un uomo che non aveva accettato il suo "no".
Una tragedia che lasciò la comunità di Gallicano e l'intera Valle del Serchio nell'incredulità e nel dolore.
La reazione condivisa scaturì dalla lettura della tesina che Vanessa aveva preparato per l’esame di maturità: il tema era la violenza contro le donne.
Nacque così il progetto "Vanessa siamo noi", voluto con forza dalla famiglia Simonini e dall’amministrazione comunale di Gallicano, sostenuto dalla deputata Raffaella Mariani e finanziato dalla Regione Toscana: obiettivo era quello di fare in modo che altre donne vittime di violenza potessero avere un punto di riferimento e poi un luogo dove trovare aiuto.
Dopo un anno di lavoro nelle scuole superiori della Valle del Serchio, nel dicembre 2011 ha aperto i battenti il Punto di Ascolto "Non ti scordar di te", con la sede a Ponte di Campia.
Il centro di ascolto è gestito da volontarie formate con un corso specifico, fornisce aiuto e supporto a donne che hanno subito violenza e maltrattamenti. Oltre a questo, è punto di riferimento per la sensibilizzazione della cittadinanza, la diffusione della cultura del rispetto (con incontri aperti e presentazioni di libri) e la prosecuzione del lavoro nelle scuole.
In occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la cosiddetta Giornata del Fiocco Bianco, il 25 novembre, «abbiamo provato a fare un bilancio dell'ultimo anno di attività del Punto di Ascolto - spiegano le volontarie che si impegnano nella gestione del centro -. In tutto nove le donne assistite, di cui quattro fra i 30 e i 39 anni, due fra i 50 e i 59 anni, due fra i 18 e i 29 e una minorenne; cinque donne fra quelle che si sono rivolte a “Non ti scordar di te” hanno figli conviventi. Hanno subito violenza sessuale, fisica, psicologica, economica, molestie, stalking. In tre casi l'aggressore è stato il partner non convivente, in due l'ex marito, in uno il marito, in uno l'ex partner non convivente, in uno un conoscente, in uno il figlio. In un caso la donna che ha contattato l'associazione ha fatto denuncia, in tre casi c'è stata segnalazione ai carabinieri».
Il punto di ascolto di Ponte di Campia garantisce l'assoluto anonimato a chi vi si rivolge e offre informazioni per l'accesso ad assistenza legale e psicologica, aiuto sociale, oltre a supporto e sostegno immediato.
Il centro è aperto il mercoledì dalle 14.30 alle 17 nella ex scuola elementare di Ponte di Campia; la reperibilità telefonica è garantita dalla segreteria attiva 24 ore su 24: basta comporre il numero telefonico 0583 766094.
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