Il dolore
Accordo fra Comune e Gesam Energia
L’amministrazione verserà 570.000 euro alla società: molto meno rispetto alla cifra richiesta dall’ex presidente Magnani
LUCCA. Conta e riconta, l’accordo è stato trovato: il Comune verserà a Gesam Energia 570.000 euro. Questa è la cifra contenuta nella transazione fra le due parti, copo che l’ex presidente della società partecipata dall’amministrazione (attraverso la Holding e Gesam spa) aveva avanzato richieste ben più imponenti: l’allora (si parla del febbraio scorso) presidente Giovanni Magnani aveva sostenuto che l’azienda vantava crediti per quasi quattro milioni di euro. Una cifra che avrebbe fatto sballare completamente i conti preparati per l’operazione di scissione asimmetrica del gruppo Gesam.
Un’uscita, però, che alla fine costò il posto proprio a Magnani, sostituito da Alfredo Alunni Macerini. Intanto, Comune e Gesam avevano dato il via - anche con la consulenza della società Pkf - a un’analisi delle varie partite dare-avere incentrate sui contratti Sinergo e Calore. Il primo lega l’amministrazione a Gesam Energia per la fornitura di elettricità e per i lavori sull’illuminazione pubblica; il secondo, invece, riguarda la manutenzione degli impianti termici degli edifici comunali. Entrambi i contratti hanno durata fino a tutto il 2039 e per entrambi Gesam Energia (o, meglio, Magnani), aveva richiesto soldi in più al Comune. In particolare, per Sinergo era arrivata una fattura di conguaglio 2010-2014 di poco inferiore ai tre milioni euro, mentre per Calore la società aveva chiesto al Comune 353.000 euro come conguagli per manutenzioni straordinarie.
Il punto è che l’ex presidente aveva considerato solo le partite a favore di Gesam Energia. Che invece, da quanto emerso dalle analisi degli uffici di Comune e società e di Pkf, aveva anche debiti nei confronti di Palazzo Orsetti.
In particolare per il contratto Sinergo, c’è un’importante fetta di interventi programmati, pagati dal pubblico ma non realizzati, che ammonta a poco più di un milione e 400.000 euro. In maniera simile, per il contratto Calore, l’allungamento della validità dell’accordo fino al 2039 (22 anni oltre l’originaria scadenza del 2017) ha fatto sì che la quota di ammortamento annua da addebitare al Comune debba essere ridotta da 269.000 euro a 55.000 euro. La somma algebrica del “dare e avere” ha portato, alla fine, a un debito del Comune verso Gesam Energia di circa 520.000 euro. Le parti, poi, si sono accordate su una transazione per 570.000 euro, cifra ritenuta «un punto di equilibrio sostenibile» e peraltro già messa a bilancio da Gesam Energia e consolidata nei conti della Lucca Holding. Che ora, dunque, vede eliminato un altro ostacolo dal cammino della “scissione asimmetrica” del gruppo del gas. Per la quale, però, bisogna ancora aspettare il decreto Madia sui servizi pubblici (probabilmente sarà pubblicato entro fine mese) e servirà la verifica della volontà politica di procedere con un’operazione complessa e contestata.
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