Il Tirreno

Lucca

Mary e gli altri, morti sulla strada

di Barbara Antoni
Mary e gli altri, morti sulla strada

Cerimonia alla stele in ricordo della giovane. La sorella Damiana: andrò nelle scuole, porterò la mia storia

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LUCCA. Marianna (Mary) Barsotti morì a sedici anni il 12 novembre 1995, di notte sulla via di Tiglio: tornava dalla discoteca, viaggiava in scooter. Giovanni Fazio aveva diciott’anni: la sua vita si interruppe nell’auto carambolata e andata a fuoco in via di Tiglio: era il 22 dicembre 2015. Dario Martinelli di anni ne aveva 25, il suo amico Matteo Bianchi 22, erano di Lappato: viaggiavano sulla stessa auto, morirono entrambi in un incidente, il 28 aprile 2011 a Gragnano. E poi Chiara Francesconi, di San Ginese, che perse la vita in un incidente sull’A11, il giorno dell’Epifania del 2007. Simone Pardini era un ciclista promettente: a 16 anni fu investito da un camion a Gossi mentre si allenava: morì. Era il 2 agosto 2015.

Quante giovani vite rubate al futuro dalla strada. Un elenco che non si interrompe; al contrario si alimenta di continuo: solo nelle ultime due settimane, sul nostro territorio, altre quattro esistenze si sono interrotte a causa di incidenti stradali: quella di Silvia Del Mugnaio, morta a 43 anni il 2 novembre sulla Lodovica, di Alina Nicoleta Talpiga, 36 anni, schiacciata dal bus a Castelnuovo il 12 novembre, di Stefano Zicchillo, di Capannori, 33 anni, finito contro un camion sulla provinciale 1 Lucchese Romana il giorno 15, fino a Ermenegildo Flosi, 65 anni, investito e morto sul colpo sulla via del Frizzone appena tre giorni fa.

«Questa scia di morti deve finire», dice Damiana Barsotti, sorella maggiore della povera Mary. Ieri pomeriggio in via di Sottomonte a Massa Macinaia, accanto alla stele che un anno fa Damiana ha inaugurato in memoria di Mary nel punto in cui perse la vita, si sono ritrovati i familiari di molte delle vittime lucchesi che abbiamo ricordato. L’occasione era la Giornata in ricordo delle vittime della strada. «Una giornata in cui non dobbiamo stare male, ma ricordare le nostre vittime con gioia, pensando che ci guardano dal cielo e sono ancora fra noi - spiega Damiana -. Ho organizzato questa iniziativa anche per sensibilizzare l’opinione pubblica, le amministrazioni, alla sicurezza sulle strada».

Damiana non riusciva ad accettare la morte di sua sorella. Poi ha deciso di reagire, ma in modo costruttivo: impegnandosi perché non ci siano più incidenti mortali. «Ho tre figli adolescenti - aggiunge - a maggior ragione mi sento molto coinvolta da questo argomento. A breve parteciperò a iniziative di sensibilizzazione che verranno organizzate nelle scuole accanto alla polizia municipale di Capannori. Racconterò la mia esperienza agli studenti. E questa iniziativa di ricordo - spiega durante la commemorazione di ieri - non è solo per Mary, ma per tutte le vittime della strada. Ringrazio quanti sono intervenuti, tanti familiari e gli amministratori, l’assessore Gabriele Bove e la consigliera Francesca Pieretti, don Luigi che ha detto una breve messa, gli agenti della municipale, la stradale. Bisogna impegnarsi, investire sempre di più in campagne sulla sicurezza nelle scuole, a partire dalle primarie e fino alle superiori», conclude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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