Il Tirreno

Lucca

Naspi, senza i colloqui niente disoccupazione

di Gianni Parrini

Quasi 13mila domande in Provincia: il boom dopo i Comics

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LUCCA. Boom di richieste di disoccupazione, ma parte la cosiddetta “condizionalità”: chi non partecipa ai colloqui e al percorso di reinserimento perde l'assegno.

In questa stagione Lucca si svuota. I turisti se ne vanno e così ristoranti, bar e alberghi riducono l'attività, fanno qualche giorno di ferie e mandano a casa il personale assunto a Pasqua e trattenuto fino ai Comics. «Ci risentiamo verso marzo-aprile», questa la frase che camerieri e addetti alle pulizie si sentono ripetere dai loro datori di lavoro. Ma mentre la città si spopola (soprattutto di notte) patronati e Centro impiego si riempiono. In questi giorni tutti coloro che hanno perso il lavoro a inizio novembre si stanno presentando agli uffici di San Vito per fare la domanda di Naspi, il nuovo assegno per la disoccupazione che dallo scorso anno ha sostituito la vecchia indennità, senza alcuna distinzione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato. Sono quasi 13mila le richieste presentate in provincia di Lucca (terza in Toscana dopo Firenze e Livorno) tra gennaio a ottobre 2016, equamente divise tra Lucchesia e Versilia. Più o meno lo stesso numero dello scorso anno, quando in tutto il 2015 le domande di disoccupazione (allora divise tra Aspi, Mini-Aspi e Naspi) furono 14.367.

Vademecum. La Naspi spetta a tutti i lavoratori che hanno perduto il posto: apprendisti, soci di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, personale artistico. Non spetta, invece, a chi ha lavorato con i voucher, ai dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni, agli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato e ai lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale. Dal Centro per l’impiego di San Vito consigliano di presentare domanda nei primi 8 giorni successivi alla scadenza del rapporto di lavoro, in modo da ricevere l’assegno già dal mese successivo. La si può richiedere anche con più calma, ma non bisogna andare oltre i 60 giorni dal termine del contratto, altrimenti si perde il diritto. La domanda si presenta all’Inps tramite i patronati. In quella sede si compila anche il modulo per la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Dopo 15 giorni bisogna presentarsi al Centro per l’impiego per sottoscrivere il “patto di servizio personalizzato” che prevede l’obbligo di partecipare ai corsi di formazione, ai colloqui orientativi e l’accettazione di eventuali proposte di lavoro.

Condizionalità. Ma anche da disoccupati l'assegno bisogna guadagnarselo. Chi non rispetta gli impegni presi con il Centro impiego e non partecipa alle iniziative di orientamento al lavoro o rifiuta eventuali offerte, rischia di perdere (in tutto o in parte) la Naspi. È quanto prevede la cosiddetta “condizionalità”, un istituto previsto dal governo per invogliare il lavoratore a seguire quel percorso di politiche attive che dovrebbe qualificarlo e aiutarlo a trovare una nuova occupazione. A causa dei mille impegni burocratici che i Centri per l’impiego devono adempiere, finora la condizionalità era rimasta lettera morta. Adesso le cose stanno cambiando: al centro di San Vito hanno già estratto i nomi di coloro che non si sono presentati a colloqui e orientamenti. A giorni verranno contattai e se entro un paio di settimane non forniranno una valida giustificazione (ad esempio un certificato medico che attesta motivi di salute) perderanno in tutto o in parte la prestazione. Disoccupato avvisato, assegno salvato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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