La manifestazione
Terremoto, ecco la zona della Garfagnana dove il rischio è elevato
Pieve Fosciana punto di incontro di due sorgenti sismogenetiche. Incontro con la protezione civile
PIEVE FOSCIANA. Verificare non è difficile. Basta collegarsi al sito dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e cercare la mappa delle faglie attive. La pubblichiamo e ve la spieghiamo in relazione al caso di Pieve Fosciana. Confermando come il rischio sismico, nella zona, sia elevato. Cosa che rende ancora più inspiegabile la costruzione, costata 6 miliardi delle vecchie lire, della struttura termale mai entrata in funzione e ora in totale degrado.
Spreco sul quale si è mossa la procura di Lucca. Partiamo, però, dalla mappa realizzata dall’Ingv. «Possiamo vedere nella mappa tutte le più importanti faglie e le altre sorgenti sismogenetiche d’Italia – si legge nell’intestazione -. Quelle riportate sono considerate come potenziali sorgenti di terremoti con magnitudo superiore a 5.5».
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L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, dunque, mostra come il rischio sismico in Garfagnana ci sia. «Non abbiamo mai rilasciato dichiarazioni ufficiali e comunicati che affermino il contrario» confermano dall’ufficio stampa dell’ente. Dire che c’è un rischio sismico a Pieve Fosciana, punto d’incontro di due sorgenti sismogenetiche con pieghe attive, non significa, dunque, creare insensati allarmismi, come sottolineato, invece, più volte dal sindaco Francesco Angelini che ha sempre ricollegato il fenomeno a un copione ciclico che si ripete praticamente da sempre. Vero, il fenomeno è ciclico ma come dichiarato (e mai smentito) al Tirreno da Fedora Quattrocchi, responsabile di un laboratorio dell’Ingv, in questo momento la zona di Prà di Lama sta mostrando cambiamenti che meritano di essere studiati e non sottovalutati.
Il perché è chiaro: possedere una buona conoscenza delle caratteristiche tettoniche della regione oggetto di studio, cioè di quali faglie siano attive, aiuta a individuare dei lineamenti tettonici che in tempi recenti hanno dato luogo a terremoti di magnitudo elevata.
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Non a caso l’Ingv è stata già a Pieve Fosciana venerdì e a giorni arriverà anche un team di esperti del Cnr, mentre la geolink di Lucca, su incarico del Comune, sta effettuando dei rilievi topografici che presto daranno dati e relazioni utili. Segno che un rischio sismico c’è e non viene certo sottovalutato. Rischio sismico che non è altro che la stima del danno atteso come conseguenza dei terremoti che potrebbero verificarsi in una data area.
Poi il 24 novembre riunione con la protezione civile con il sindaco Angelini che metterà in campo due proposte. La prima di mettere a norma le case che ancora non sono in linea con le leggi antisismiche, in particolare nel centro storico. E prevedere, poi, delle case rifugio in caso di terremoto. Mentre un’ordinanza vieta anche ai pedoni l’accesso alla zona di Prà di Lama.
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