Il Tirreno

Lucca

Fossi pieni e case evacuate

Fossi pieni e case evacuate

Paura soprattutto per il Rio Leccio, l’acqua è arrivata sino alla ferrovia

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LUCCA. C’è un’immagine che si può considerare simbolica della bufera che si è abbattuta sulla Piana tra venerdì sera e ieri mattina: un vecchio pneumatico che, galleggiando, veniva trasportato dalla corrente del rio Leccio, a Porcari. Un simbolo del ruolo dell’uomo (come lo sconosciuto che aveva gettato la ruota nel fosso) in situazioni critiche come quelle vissute nelle ultime ore dal nostro territorio.

Le cose da fare. Ecco, adesso che l’emergenza è in via di risoluzione è il momento non solo di fare il bilancio dei danni, ma anche delle cose da fare per ridurre le conseguenze dei prossimi nubifragi. Intanto individuare le cause, che sono molte (e in tutte c’è lo zampino dell’uomo appunto), per cercare le soluzioni. La prima, e forse la più complessa da affrontare (e certo non a livello locale) è rappresentata proprio dallo strano andamento delle piogge. Ormai la caduta di grandi quantità di acqua in tempi brevi costituiscono la regola, e non l’eccezione. Segno che qualcosa sta cambiando nel nostro clima (e il perché è facile da intuire). Ma poi ci sono anche altri fattori: la manutenzione dei corsi d’acqua per esempio. E non solo per quanto riguarda fiumi e torrenti, ma anche quel reticolo minore, fatto di canali e fossi, un tempo curati dai contadini e oggi pressoché abbandonati. E poi l’edificazione incontrollata dei decenni passati, che ha ridotto drasticamente la capacità del terreno di assorbire la pioggia, e l’acqua, da qualche parte, deve pur finire. Infine l’inciviltà “spicciola”, quella di chi trova comodo utilizzare i fossati a mo’ di discarica (vedi lo pneumatico). Poi, quei rifiuti, misti a rami e tronchi non rimossi, diventano dighe sui fiumi, con effetti facilmente immaginabili.

Qualcosa di buono. Però, a fronte di tante situazioni critiche, c’è da dire che qualcosa ha funzionato. Certo i disagi ci sono stati, e per chi li ha vissuti sono difficili da accettare, ma c’è da dire che anche rispetto a realtà a noi vicine (vedi la Valdinievole), i danni nella Piana sono stati più contenuti (soprattutto per quanto riguarda la viabilità). Segno che, pur essendoci ancora tanto lavoro in cantiere, qualcosa è stato fatto. «Dieci anni fa i 75 millimetri caduti in poche ore su Porcari – è il commento del sindaco Alberto Baccini – avrebbero causato l'allagamento di cento abitazioni. Oggi, al di là dei disagi e di qualche situazione di criticità, i lavori eseguiti in questi anni hanno consentito agli argini di reggere e di limitare al massimo i danni». E poi meritano sicuramente un riconoscimento tutte quelle persone (soccorritori, operai, volontari, personale dei vari enti, forze dell’ordine) che hanno passato la notte al lavoro per contenere la furia del meteo.

I danni. E partiamo proprio da Porcari per fare il punto sugli i effetti del fortunale. Qui sono state due le abitazioni – nella zona delle case popolari di via Barsanti e Matteucci – evacuate, ma non per l’acqua arrivata dal basso, qui a costringere i residenti ad abbandonare temporaneamente l’abitazione sono state le infiltrazioni dal tetto. Al contrario in via Asciutti (un nome che suona sarcastico alla luce dell’accaduto) in alcune case i pavimenti sono stati coperti da alcuni centimetri di acqua, per la tracimazione di fosse e torrenti. Problemi anche nella zona di via Puccini, la Snai, probabile conseguenza della cementificazione di oltre: qui ci sono stati disagi per il ristorante e per gli studi professionali della zona, il cui parcheggio era completamente allagato. Ad Altopascio invece ha creato problemi il torrente Lama, che attorno a mezzanotte e mezzo è esondato in via Regina Elena. L’acqua ha invaso il primo piano dell’abitazione di una famiglia di 6 persone, che è stata evacuata e spostata in albergo (la speranza per loro è quella di poter tornare a casa già domani). Un tempismo perfetto, evidenziato dal sindaco Sara D’Ambrosio, è quello che si è avuto nella zona di via Verdi, dove proprio venerdì sono stati fatti i lavori di manutenzione alla cassa di espansione, appena in tempo per evitare conseguenze pesanti. Sul campo tutta la notte anche il sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi. Anche qui la pioggia ha colpito pesantemente, ma le conseguenze sono state limitate, grazie all’intervento rapido del personale della protezione civile. Alcuni automobilisti sono stati sorpresi dall’acqua alta, e sono stati costretti ad abbandonare le loro vetture, momentaneamente inutilizzabili, ma si sono liberati da soli senza bisogno di aiuti esterni.

In Valle. Danni anche qui, ma sopportabili se confrontati con gli effetti del temporale di pochi giorni prima: è stata interrotta per smottamento la strada tra La Barca e località Piazzone a Gallicano, dove si sono avute anche alcune abitazioni con problemi di allagamento a Falce e Alzano. Un piccolo smottamento si è avuto in località Termine, a Molazzana, ma senza problemi alla viabilità.

Il Rio Leccio. È stato il protaconista della giornata, avendo toccato nella tarda serata di venerdì e, soprattutto, nella mattina di ieri, livelli preoccupanti. In alcuni punti l’acqua è tracimata, allagando via Sanata Lucia, e soprattutto si temeva per via Toschino, dove è stato temporaneamente chiuso e “insacchettato” il ponte. Addirittura, all’altezza della ferrovia, l’acqua a un certo punto hainvaso i binari e il treno di passaggio è stato costretto a muoversi a velocità ridotta. «È sempre stato un problema perché riceve l'acqua soprattutto dalle zone collinari del Capannorese e da Pescia – commenta Baccini – ed è complicato stabilirne la portata. C'è un'unica soluzione per ridurre i rischi: una cassa di espansione a nord, al confine con Capannori. Abbiamo già ottenuto un finanziamento di 330mila euro e presentato i progetti. La Regione ha stanziato tre miliardi, ma purtroppo, come spesso avviene, si è formato il solito comitato che antepone gli interessi di alcuni singoli a quelli collettivi. Al mio successore chiederò di andare avanti come un treno infischiandosene delle proteste».(l.t., l.s., l.d.)

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