Il Tirreno

Lucca

I due eroi semplici, compagni nel lager

Si ritrovano le famiglie di Tolmino Carmignani e Giuseppe Lelli: quest’ultimo morì per le bastonate delle Ss

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LUCCA. Un incontro atteso, commovente.

È quello che si è svolto ieri in Palazzo Orsetti, sede comunale. Presenti il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini e il primo cittadino di San Miniato Vittorio Gabbanini, si sono ritrovati Giacomo Carmignani di Ponte a Moriano e Virgilio Lelli di San Miniato, rispettivamente il figlio di Tolmino Carmignani e il nipote di Giuseppe Lelli, due protagonisti di una storia di normale eroismo, accaduta durante la Seconda Guerra Mondiale.

I due uomini, deportati dopo l’8 settembre nel campo di concentramento di Bockeweitz in Germania, diventarono amici. Finché Giuseppe si ammalò - e poi purtroppo morì - per un’emorragia dovuta alle bastonate ricevute dai tedeschi perché in quanto ammalato si era rifiutato di andare a lavorare.

Prima di morire Giuseppe consegnò a Tolmino il suo orologio, pregandolo di portarlo a sua madre, se avesse avuto la buona sorte di uscire dal lager ancora vivo.

Tolmino fortunatamente si salvò, fece ritorno alla sua casa sulla Lima a San Marcello Pistoiese e, volendo onorare l’impegno preso con l’amico, partì con la sua bicicletta alla volta di San Miniato, per riconsegnare l’orologio alla famiglia di Giuseppe.

La storia è rimasta sommersa per anni, con la famiglia di Giuseppe che ha cercato invano di recuperare i resti del povero parente sepolti non in un cimitero, ma in una fossa comune.

Dal periodo dell’immediato dopoguerra la storia rimbalza ai giorni nostri. La famiglia Carmignani nel frattempo ha spostato la sua residenza dal territorio provinciale di Pistoia alla periferia di Lucca, appunto nella zona di Ponte a Moriano.

Arriva a ieri mattina, quando a palazzo Orsetti alla presenza dei due sindaci si sono incontrate le famiglie dei due amici, «questi due normali eroi italiani - li definisce il sindaco Alessandro Tambellini - che in un clima di grande semplicità e commozione si sono scambiate doni, ricordi e riconoscenza reciproca».

È stato toccante sentirli scambiarsi i ricordi ereditati dai loro cari che furono deportati nei campi di concentramento in Germania.

«Ascoltando il racconto di Giacomo Carmignani e Virgilio Lelli - continua il primo cittadino di Lucca - ho pensato che la nostra democrazia poggia non solo sulla Storia con la “S” maiuscola, ma anche su tutte queste quotidiane storie di normale eroismo. E allora - aggiunge - mi sono chiesto una cosa: il nostro tempo e il nostro Paese oggi, così rissosi e spesso superbi, sono ancora degni eredi di queste storie?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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