Il Tirreno

Lucca

Truffati due commercianti con l’invio di una falsa mail

Truffati due commercianti con l’invio di una falsa mail

Un raggiro da 12mila euo che vede indagati donna di 59 anni e un rumeno. Con la scusa dei rimborsi si fanno accreditare dei soldi su un conto postale

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LUCCA. Una truffa che si ripete costantemente in tutta Italia. Con singoli fascicoli, il frutto di denunce provenienti da ogni zona del Paese, che finiscono sul tavolo dei magistrati della procura lucchese. Protagonista sempre la stessa persona: una donna di 59 anni residente tra Altopascio e Ponte Buggianese. Appartiene a lei il conto postepay attivato all’ufficio postale di Camigliano Santa Gemma. Dove finiscono migliaia e migliaia di euro di gestori di pompe di benzine o tabaccherie che tengono SuperEnalotto, Win for Life, Lotto, Euro jackpot e altri giochi on line targati Sisal Matchpoint, la più grande azienda italiana di giochi a pronostico sorta nell’immediato Dopoguerra ad oggi. La Sisal, tra l’altro, è parte lesa nella vicenda.

I fatti. Prima era accaduto a una giovane benzinaia di Termoli essere raggirata. Adesso identica sorte è toccata a due tabaccai: uno di Varese, l’altro di Castelletto Monferrato. Hanno ricevuto da un indirizzo mail - che all’apparenza sembrava inviato dall’amministrazione della Sisal - una lettera nella quale si spiegava che attraverso un ricalcolo avevano diritto a rimborsi superiori ai diecimila euro. Ma per accedere prima dovevano fare un bonifico o una serie di operazioni al terminale, per un importo di circa seimila euro ciascuno, che sarebbero finiti in un conto Sisal. Uno dei due tabaccai, prima di effettuare il bonifico, aveva telefonato al cellulare indicato nella mail e che avrebbe dovuto appartenente ad un alto funzionario Sisal. A rispondere infatti è un uomo che, attraverso un nome di fantasia, si spaccia come dirigente dell’agenzia di scommesse e lo rassicura del buon esito dell’operazione.

La scoperta. In realtà l’utenza telefonica è intestata a un rumeno e non certo a un funzionario Sisal. E i soldi dei due tabaccai - quasi dodicimila euro - vanno sul conto corrente intestato alla donna che provvede a ritirare il denaro. I due tabaccai, non ricevendo i rimborsi, provano a contattare il numero di telefonino indicato nella mail, ma senza successo. Così presentato una denuncia dettagliata. I due casi sono finiti sul tavolo del sostituto procuratore Piero Capizzoto dopo gli accertamenti eseguiti dalla polizia postale di Pistoia. E il magistrato si appresta a rinviare a giudizio con l’accusa di truffa in concorso sia la donna che il rumeno intestatario dell’utenza.

Indagine nazionale. Sembra, stando agli inquirenti, che vi siano altri episodi analoghi in altre zone d’Italia e con altri soggetti che hanno conti correnti intestati in uffici postali. Minimo comun denominatore la mail (falsa) dell’amministrazione Sisal.

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