Attenzione
“Rompi il silenzio”, il flashmob
No alla violenza contro le donne: 1.500 studenti formeranno la frase con i loro corpi
LUCCA. Un imperativo: rompere il silenzio. Anzi, ancora più forte, ancora più diretto: rompi il silenzio.
Non un invito generico e indistinto. Ma un'esortazione rivolta proprio a te, a te che stai leggendo, che stai pensando, che stai commentando l'ultimo fatto di violenza e la violenza la vivi ogni giorno. Che sia in casa o sul lavoro, che sia nelle parole o nei gesti, poco importa. Ciò che importa, invece, è riuscire a parlare.
È proprio da questa riflessione che nasce il flash mob contro la violenza sulle donne, organizzato dalla delegazione lucchese del Cesvot per martedì prossimo, 22 novembre (ore 9), quando 1500 studenti, insieme a tutti coloro che vorranno partecipare, si riuniranno allo stadio Porta Elisa per dire basta alla violenza.
Di più: con i loro corpi, grazie alla coreografia pensata per l'occasione, comporranno la scritta "Rompi il silenzio".
Lettere umane a dimensione reale disegnate di rosso e riprese dall'alto da un elicottero grazie alla collaborazione con Granducato Tv.
Un modo per dire a tutte le donne che non sono sole, un grido alla vita e alla necessità, oggi non più rimandabile, di educare ai sentimenti e di insegnare il valore della parola e dell'ascolto.
La manifestazione rientra tra le iniziative programmate nel comune per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre) ed è stata presentata ieri mattina da Pierfranco Severi, presidente Cesvot Lucca, Ilaria Vietina, vicesindaco, Irene Patassini, Sos Angeli, Elisa Ricci, presidente Croce Verde, Ersilia Raffaelli, presidente Casa delle Donne di Viareggio e Catia Abbracciavento dell'ufficio scolastico territoriale Lucca e Massa Carrara.
«Coinvolgere i più giovani su un tema così delicato come la violenza di genere - ha dichiarato Severi - non ha solo valore didattico, ma soprattutto sociale. Formare cittadini consapevoli e responsabili è una priorità e possiamo farlo promuovendo una riflessione seria e approfondita tra i banchi di scuola, nel mondo dell'associazionismo e in tutte quelle realtà che hanno il compito di valorizzare la dimensione umana del cittadino. Un grazie di cuore ai ragazzi, che con il loro coinvolgimento hanno dato un messaggio forte e incisivo».
Dello stesso avviso anche la vicesindaca Vietina, che ha aggiunto quanto sia importante che l'intero territorio si senta coinvolto, perché la violenza si allontana collaborando. Le parole formano i pensieri. Ai pensieri seguono le azioni. Rompere il silenzio significa esattamente questo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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