Sicurezza
Prà di Lama, si muove la Corte dei conti
Richiesti documenti al Comune di Pieve Fosciana mentre oggi il Corpo forestale sentirà alcune persone informate sui fatti
LUCCA. La Corte dei conti ha già richiesto tutta la documentazione relativa alle terme di Pieve Fosciana al segretario comunale. E oggi inizieranno ad essere sentite dal Corpo forestale le prime persone che potrebbero fornire informazioni utili sull’intera zona di Prà di Lama.
La procura di Lucca, dunque, dopo aver aperto un fascicolo sul caso ha iniziato la fase operativa del lavoro interessando la Corte dei conti.
Nessun aspetto può e deve essere tralasciato. E nella vicenda garfagnina ce ne sono molti da prendere in considerazione e con tutta l’attenzione del caso.
Uno è quello relativo allo spreco di denaro pubblico. Che potrebbe collegarsi all’abuso edilizio e al danno ambientale. Chiariamo subito: non ci sono capi d’accusa verso nessuno in questo momento, ma una struttura ormai abbandonata e in pieno degrado è costata 6 miliardi delle vecchie lire. Fiumi di denaro per un edificio mai entrato in funzione da quando iniziò la costruzione nel 1983 e per la quale i pievarini dovranno pagare un mutuo fino al 2034. Questo è sicuramente un punto sul quale chi sta facendo i dovuti approfondimenti non vuole tralasciare.
C’è, poi, un secondo aspetto legato alla sicurezza del sito. La strada di accesso al laghetto termale di Prà di Lama è da tempo inagibile. Fratture e spaccature sono sempre più evidenti nel terreno. E l’acqua termale del lago continua a salire, avvicinandosi sempre di più alla struttura abbandonata delle terme. Dallo specchio d’acqua sono emersi dei rifiuti, in particolare bottiglie di plastica e non solo, che oltre alla sicurezza possono prefigurare dei problemi ambientali.
Il terzo elemento riguarda il rischio sismico. Pieve Fosciana è inserita nella zona 2, quella a medio alto rischio. E la storia del suo territorio dice chiaramente che non solo questo Comune, ma buona parte della Garfagnana è considerata zona a rischio.
Le dichiarazioni di Fedora Quattrocchi pubblicate ieri sul nostro giornale hanno scatenato un vero polverone, anche interno all’istituto nazionale di geofisica. La Quattrocchi, infatti, pur precisando di «parlare a titolo personale e non per conto dell’istituto» e di affermare che adesso il suo laboratorio è quello di «geochimica dei fluidi e radionuclidi» e che «quello in corso a Pieve Fosciana è un fenomeno di tettonica distensiva possibilmente connesso ai terremoti che si stanno verificando in centro Italia e poi a fine ottobre a Castelfiorentino» non smentisce le sue dichiarazioni.
In sostanza dalle faglie che sono sotto il laghetto di Prà di Lama arrivano dei segnali, confermati dai dati raccolti dalla Quattrocchi sul posto, che andrebbero studiati e analizzati per una situazione che «adesso è asismica, ma potrebbe rilasciare presto energia». Ovvero, come pubblicato sul sito dell’Ingv, un possibile terremoto con magnitudo 5.5 .
I cittadini pievarini, molto preoccupati, hanno tempestato di telefonate il sindaco Francesco Angelini. Ma che la zona sia a rischio sismico si sa da sempre. Il vero pericolo, giusto ricordarlo, non è una possibile scossa di terremoto. Che prima o poi ci sarà. Ma il fatto che a Pieve Fosciana, come in molte altre zone della Garfagnana, molte degli edifici, in particolare nel centro storico, non rispettano le norme sismiche.
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