Italia
«L’occasione buona per cambiare»
Il politico: mi aspetto grande partecipazione a votare per il sì
LUCCA. «Sarà una giornata importante, in cui si parlerà di riforme e cambiamenti. Un’occasione per stare il più possibile con le persone ed essere loro utile a comprendere i punti della riforma costituzionale del governo Renzi».
Così l’onorevole Ettore Rosato, presidente del gruppo Pd alla Camera dei Deputati, che oggi, con i parlamentari lucchesi Raffaella Mariani e Andrea Marcucci, farà un tour in piena regola in Lucchesia: si fermerà alle 9,30 al mercato di Capannori, incontrerà alle 11,30 i cittadini alla pasticceria Sottopoggio di Guamo, incontrerà alle 15,30 la platea lucchese in San Francesco, alle 18 i cittadini di Valdottavo nella sala Banda per poi concludere la giornata alle 21 ad Altopascio, dove terrà un incontro presso la Mediateca. Rosato spiega l’importanza di votare sì al referendum costituzionale del 4 dicembre. «C’è un impegno di carattere generale - spiega -. Gli italiani chiedono il cambiamento: finalmente la politica può realizzarlo».
«Le riforme - sottolinea - sono state approvate da una maggioranza più ampia di quella di governo. Le abbiamo scritte con Forza Italia e riprendendo anche tante richieste presentate dal Movimento 5 Stelle. Penso che con questo referendum si sceglie se cambiare o mantenere tutto così com’è. E nel nostro Paese non si può lasciare tutto così com’è. Mi aspetto una grande partecipazione alle urne, mi auguro che il corpo elettorale di riferimento per il sì sia più forte degli schieramenti politici che vi si contrappongono», aggiunge.
Un esempio di come il cambiamento potrà influire sulla quotidianità dei cittadini? «Abbiamo avuto 63 governi in settant’anni - risponde Rosato -. Un record mondiale. Provate a pensare cosa succederebbe in una azienda se cambiasse gestore ogni 14 mesi: fallirebbe. La stessa cosa accade per le nostre istituzioni. Se i referenti cambiano di continuo finiscono per apparire deresponsabilizzati. Come del resto avere un premier diverso ogni 14 mesi per il Paese denota una mancanza di credibilità».
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