Attenzione
L’ex sindaco Pieroni «Sono amareggiato»
PIEVE FOSCIANA. «Quella delle terme di Pieve Fosciana è una vicenda che mi lascia molta amarezza e delusione. Ho provato in tutti i modi a recuperare una situazione iniziata con un’altra...
PIEVE FOSCIANA. «Quella delle terme di Pieve Fosciana è una vicenda che mi lascia molta amarezza e delusione. Ho provato in tutti i modi a recuperare una situazione iniziata con un’altra amministrazione ma che, a distanza di molti anni, continua a influire nella vita di molti pievarini». Amerino Pieroni è stato sindaco di Pieve Fosciana dal 2001 fino al 2011. Primo cittadino che ha dovuto gestire, tra le tante cose, per 10 anni questa vera e propria patata bollente. «Quando fui eletto sindaco nel 2001 trovai praticamente tutti gli uffici bloccati dalla rendicontazione relativa ai lavori per l’ultimo lotto delle terme - spiega Pieroni -. Nel tempo, pur sapendo che quel terreno ciclicamente era soggetto a dei movimenti, ho cercato di recuperare la situazione per il bene della mia comunità. Abbiamo proposto anche due bandi per l’affidamento in gestione delle terme, ma sono sempre andati deserti. Avessi saputo che dopo 15 anni ci fosse stato l’intervento della corte dei conti, forse, avrei fatto scelte diverse. Ma proprio perché so di aver agito nell’interesse della mia comunità, se dovessi essere chiamato dalla procura, sarò pronto a rispondere».
Sul rischio sismico emerso dall’intervista di Fedora Quattrocchi parla, invece, l’attuale sindaco Francesco Angelini. «Le faglie in Garfagnana ci sono, non è certo una novità - dice il primo cittadino -. Io mi devo rapportare direttamente con chi è a capo dell’Ingv e il capo della protezione civile, ma non si può prevedere quando ci sarà e dove sarà un terremoto. Fosse così dovrei far stare fuori casa tutti i cittadini a partire da adesso. Quello che è importante, oltre monitorare il fenomeno del laghetto di Prà di Lama, è quello di intervenire sugli edifici di Pieve Fosciana per metterli a norma secondo le normative sismiche. Ci sono troppi vincoli per chi vuole intervenire sulle abitazioni dei centri storici. In più, in caso di emergenza, i privati devono attrezzarsi con “rifugi” da costruire vicino ai centri abitati». (a.b.)
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