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Gang di pendolari del crimine arrestata dopo un furto in casa
Sono tre albanesi senza documenti che in auto fanno spola tra l’Italia e il loro paese d’origine compiono raid nelle abitazioni e dopo qualche giorno rientrano con la refurtiva. Presi dai carabinieri
LUCCA. Fantasmi che si materializzano al calar della sera nelle case della Lucchesia, ma probabilmente in quelle di mezza Italia. Compiono il furto, spariscono a bordo di un’auto e dopo qualche giorno ritornano nel loro paese d’origine, l’Albania, portandosi in patria i preziosi trafugati. Una delle tante bande di pendolari del crimine che agiscono sul territorio nazionale sprovvisti di documenti di soggiorno. Sono turisti anomali: ladri-acrobati che si arrampicano sulle canale di scolo o i tubi del gas, forzano porte e finestre e agiscono incuranti della presenza nelle abitazioni dei padroni di casa. I carabinieri del radiomobile sono riusciti con tenacia e intelligenza a fermarne tre. Che adesso sono rinchiusi nel carcere di San Giorgio. Si tratta di Kristjan Lleshaj, 22 anni, alla guida di una vecchia Nissan Almera scura con targa albanese e dei connazionali Roland Tafaj e Emiljano Hoxha, rispettivamente di 24 e 21 anni. Sono tutti incensurati e tutti dovranno rispondere del reato di furto e danneggiamento in concorso.
I fatti. La storia inizia martedì sera alle 19 in via di Tiglio all’Arancio. Una coppia di pensionati - lui 89 anni, lei qualche anno di meno - si trovava nel suo appartamento. La moglie intenta a stirare nell’ingresso, il marito a guardare la tv in salotto. Contestualmente uno dei tre albanesi si è arrampicato da una grondaia fino al primo piano ed è entrato nell'abitazione dopo aver rotto il vetro della finestra della camera da letto con un cacciavite. Lì ha rovistato nei cassetti del comodino della pensionata e si è impossessato di sei paia di orecchini, una spilla con pietre incastonate, una in metallo, una collanina e un orologio da polso marca Mondial che poi risulterà del tutto identico a quello trovato al polso di Tafaj. Tutti oggetti di bigiotteria. Segno che si tratta di ladri che non sanno distinguere il metallo prezioso da quello senza valore e arraffano ciò che trovano. Una volta compiuto il furto il ladro si è dileguato dalla finestra. L’allarme scatta poco dopo quando l’anziana padrona di casa sale in camera per riporre la biancheria.
Il testimone chiave. Ma quella fuga viene notata da un automobilista di passaggio che stava accompagnando la figlia a lezione di musica. E che vede un giovane di 25-30 con fisico atletico che indossava jeans e piumino rosso, simile a quello indossato da Hoxha al momento dell’arresto. Così sale dall’insegnante di musica e lì compongono il 112. E scattano subito i controlli.
L’arresto. Alle 19.30 la Nissan Almera sospetta con tre albanesi a bordo viene seguita e fermata, dopo alcune manovre evasive del conducente, all’altezza della gelateria Achille ad Antraccoli. I giovani, che sostengono di essere turisti diretti a Montecatini, vengono condotti in caserma. Non hanno precedenti e indosso non c’è la refurtiva. Ma nella mattinata erano stati fermati a Sesto San Giovanni (Milano). I militari non ci vedono chiaro e decidono di effettuare un’accurata perquisizione all’auto. E nel cruscotto anteriore in uno spazio vuoto, ben nascosta assieme al cacciavite, spunta la refurtiva trafugata a casa dei pensionati di S. Filippo.
Merce riconsegnata. Nel poggiapiedi davanti al sedile del passeggero accanto al conducente viene ritrovato anche del cibo e degli indumenti personali. Gli oggetti di bigiotteria e l’orologio vengono riconsegnati alla coppia di pensionati dell’Arancio. È stato informato il magistrato di turno, Lucia Rugani, e i tre sono finiti in carcere. Arresto convalidato dal giudice in attesa dell’udienza con rito direttissimo. (l.t.)
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