Sicurezza
In provincia di Lucca 1.199 richiedenti asilo
Cagliostro lancia l’allarme: «Gli altri Stati rimandano i profughi in Italia perché è il Paese d’ingresso»
LUCCA. Il prefetto Giovanna Cagliostro, ospite del consiglio comunale dedicato al tema dell’accoglienza, dopo aver fatto una premessa di carattere generale sui fenomeni migratori, ha snocciolato i numeri dell’accoglienza a Lucca. Anche se su alcune delle domande rivolte da Marco Martinelli si è riservata di rispondere successivamente non avendo dati così dettagliati. Partiamo, quindi, da quello che si sa. «Sono 1.199 i migranti ospitati in provincia di Lucca – ha detto il prefetto – di cui 72 donne e 32 minori. Sono dislocati in 93 centri di accoglienza straordinaria, di cui il 20% è di proprietà della curia, il 12% sono agriturismi e il resto sono immobili di proprietà di privati. La maggior parte dei richiedenti asilo arriva da Nigeria, Pakistan, Senegal e Gambia. Per quanto riguarda Lucca, i migranti ospitati nelle strutture del territorio sono 217, a cui si aggiungono i 216 ospiti della tensostruttura. Qui i migranti dovrebbero rimanere solo qualche giorno, il tempo necessario a sbrigare le operazioni di identificazione e a fare un primo screening sanitario, per poi essere ripartiti nelle strutture di prima accoglienza. Purtroppo il grande afflusso di questi mesi ha fatto sì che la permanenza nella tensostruttura si allungasse nel tempo».
Dal 1° gennaio ad oggi la prefettura è comunque riuscita a smistare 929 richiedenti. C’è però un problema ulteriore. «Dalla fine del 2015 il ministero ha creato gli hot-spot, i centri in cui i migranti appena sbarcati vengono identificati attraverso le impronte digitali. Questo fa sì che il “Paese di ingresso” sia certo e per noi non è un bene: gli accordi di Dublino prevedono che la domanda di asilo debba essere presentata nel Paese di ingresso. Questo fa sì che anche i migranti che considerano l’Italia solo una metà di passaggio, vengano rimandati qui dagli Stati in cui desiderano vivere».
Facciamo un esempio concreto: dal settembre 2015 al settembre 2016 la prefettura ha revocato 394 misure di accoglienza ai migranti. Nel 90% dei casi il provvedimento è stato preso in conseguenza dell’allontanamento volontario dei soggetti, usciti dalle Tagliate o dai centri di accoglienza lucchesi per andare in una un’altra nazione. Ebbene, questi soggetti presto potrebbero essere rimandati a Lucca. «Per quanto riguarda il tasso di delittuosità – prosegue il prefetto – quello registrato tra i migranti è bassissimo. C’è stato un soggetto denunciato per spaccio di droga mentre altri tre soggetti sono stati segnalati per accattonaggio molesto». Dal punto di vista sanitario, invece, si sono registrati un caso di tubercolosi (che però è stato subito isolato) e alcuni episodi di scabbia. Quello che manca sono i dati sulle risorse girate dalla prefettura agli operatori che si occupano dell’accoglienza. Una mancanza ravvisata anche in passato (sul sito della prefettura, nella sezione trasparenza queste informazioni non ci sono) e sulla quale il prefetto si è ripromesso di rispondere a breve.
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