Il Tirreno

Lucca

Un movimento no-diga per proteggere la Lima

di Emanuela Ambrogi
Un movimento no-diga per proteggere la Lima

Mentre in Regione si discute l’autorizzazione per l’impianto del Coccia cresce la mobilitazione contro il progetto di una centralina a Cevoli

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BAGNI DI LUCCA. È fissata per il 23 novembre, negli uffici della Regione, la riunione della conferenza di servizi che dovrà dare il verdetto finale sulla richiesta di autorizzazione per la realizzazione di una delle centraline per la produzione di energia elettrica sulle acque della Lima, quella del Coccia. Al contrario non è stata ancora fissata la data della stessa conferenza per l’altro impianto, al centro di tante polemiche, quello di Cevoli.

Intanto il comitato "Salviamo la Lima" e la popolazione (che ha recuperato introiti e ossigeno dalle attività fluviali rifiorite), non vedono una reale volontà di impedire queste realizzazioni, volontà espressa al massimo a parole, da parte di amministratori e politici. Nessuna risposta ha del resto ricevuto l'appello pubblico, rivolto agli eletti della Lucchesia in consiglio regionale e ai partiti politici, per trovare sostegno concreto all'opposizione a un progetto ritenuto da ambientalisti e operatori non soltanto impattante in un contesto naturalistico di eccezionale bellezza, ma anche una pietra tombale per le attività del turismo fluviale che a Bagni di Lucca portano oltre 30.000 persone all'anno.

Almeno dall’amministrazione comunale il comitato "Salviamo la Lima" si aspetta qualcosa di più di una semplice mozione che dice no all'impianto. Gli ambientalisti confidano in un atto tecnico-amministrativo formale sottoscritto dal sindaco Massimo Betti. Al suo fianco si troveranno a questo punto anche tutti gli operatori del turismo e del commercio, i lavoratori del settore e gli appassionati di canoa, rafting, kayak e degli altri sport fluviali che da due anni frequentano il territorio di Bagni di Lucca.

Anche domenica sono stati più di cento i frequentatori del fiume arrivati sulle acque della Lima per prendere parte alla prima di quella che sarà una lunga serie di battaglie contro l’ipotesi di una diga a Cevoli. E non è detto che la protesta in futuro si limiterà ai cartelli contro l'impianto. C'è molta apprensione sia nel comitato che negli addetti al settore, anche perché – secondo loro – la società Green Factory che vuol costruire la centralina è sicura del suo buon diritto, dal momento che non ci sono nella pratica pareri che, sulla base di norme di legge, possano negare il rilascio dell'autorizzazione (ritenuta a questo punto un atto dovuto).

Le proteste non paiono quindi turbare i proponenti del progetto, che più volte hanno fatto peraltro girare l'ipotesi di una possibilità di richiesta di risarcimento danni nei confronti di chi violasse norme di legge e amministrative. Il no del consiglio comunale viene quindi visto come un atto politico, privo di ogni peso, dal momento che i pareri tecnici espressi anche dagli uffici comunali sono stati sempre favorevoli. Dopo il consiglio straordinario aperto al teatro Accademico a Bagni di Lucca fu votata una mozione, con la quale sia la maggioranza che il rappresentante del Pd votarono no alla costruzione della centrale. Poco più che aria fritta per la società che vuol fare la diga, dato che dopo questa delibera non è arrivato alcun atto tecnico ufficiale, ma solo pareri e manifestazioni verbali informali. E in attesa conferenza dei servizi il comitato "Salviamo la Lima" spera ancora in atti amministrativi, basati su norme precise, che scongiurino la realizzazione della centralina e riportino serenità e sicurezza.

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