Il Tirreno

Lucca

Nei guai responsabile di una onlus

di Luca Tronchetti
Nei guai responsabile di una onlus

Accusata di appropriazione indebita: i soldi raccolti finivano sul suo conto personale

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LUCCA. Aveva ottenuto la fiducia di tutti: di istituti scolastici della Lucchesia, delle forze di polizia e persino della Snai spa con sede a Porcari che aveva versato 7500 euro da utilizzare nella lotta contro la pedopornografia. Lei era la legale rappresentante di un’associazione Onlus denominata «Associazione per Voi Bambini» con sede a Marina di Pietrasanta. Una donna benvoluta da insegnanti e poliziotti perchè portava nelle scuole e nelle istituzioni messaggi positivi legati alla tutela dell’infanzia e alla salvaguardia dei bambini vittime di soprusi.

Stando alla procura della Repubblica quell’educatrice - una donna di quarantasei anni originaria di Monza e residente da tempo a Viareggio dove è conosciuto e stimata - non avrebbe adoperato la somma di 7500 euro elargita dalla Snai spa di Porcari per i fini nobili dell’associazione.

Per l’accusa quel denaro, ricevuto dalla società di giochi e scommesse che aveva sposato il progetto Onlus, sarebbe finito sul conto corrente personale acceso all’agenzia di Marina di Pietrasanta dell’istituto di credito Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana invece che in quello a lei intestato come legale rappresentante dell’associazione depositato su un conto corrente nell’agenzia del Monte dei Paschi di Siena a Torre del Lago.

Denaro ricevuto dalla Snai, sempre stando all’accusa, e utilizzato dall’educatrice per spese personali come il pagamento di rate per l’acquisto di una Fiat 500, per il pagamento dell’Rc-auto della stessa vettura e per l’acquisto di abbigliamento e scarpe di lusso oltre a prelievi in contanti.

A presentare la denuncia la stessa Snai di Porcari in seguito a un controllo legato proprio all’attività di beneficienza della società di giochi e scommesse.

Così la presidente della Onlus «Associazione per Voi Bambini», molto attiva in Versilia e nelle province limitrofe, è finita nel registro degli indagati con l’accusa di appropriazione indebita.

I fatti contestati risalgono al dicembre 2014 e proprio in questi giorni il sostituto procuratore Lucia Rugani, titolare del fascicolo, ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini. Il legale dell’educatrice adesso ha tempo venti giorni per presentare memorie difensive o chiedere alla sua assistita di farsi interrogare dal magistrato o dalla polizia giudiziaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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