Rsa: Pro.Ges prevede 50 esuberi, sindacati sul piede di guerra
I rappresentanti dei lavoratori abbandonano il tavolo e chiedono un incontro con il Comune. Se il piano non cambia via allo stato di agitazione
LUCCA. Questione Rsa, Pro.Ges prevede 50 esuberi: i sindacati abbandonano il tavolo e chiedono un incontro al Comune. Non accenna a risolversi il grave problema occupazionale venutosi a creare con la gara per la concessione delle case di riposo di Monte S. Quirico e Casa Pia. L'assegnazione della concessione era andata alla seconda classificata, la cooperativa sociale Pro.Ges a seguito della sentenza del Tar che revocava la stessa aggiudicazione alla prima classificata (cooperativa sociale Agorà d'Italia). Oggi, lunedì 14 novembre, si è tenuto il secondo incontro tra le organizzazioni sindacali, le delegate sindacali e la stessa cooperativa Pro.Ges per conoscere ed approfondire il progetto con il quale la cooperativa intende gestire il servizio. "Dall'incontro - spiega una nota dei sindacati - purtroppo sono emerse ulteriori gravi difficoltà dovute alla comunicazione di un esubero consistente in 40 tempi indeterminati e 10 tempi determinati, corrispondenti al ben 45% del personale attualmente in servizio. Preso atto del dato che rigidamente la cooperativa Pro.Ges ha posto dichiarando che tale esubero deriva dal loro piano industriale. Ritenuto quindi di non poter avviare nessuna trattativa considerato il numero elevato di esuberi e il conseguente rischio di riduzione di qualità del servizio stesso, le organizzazioni sindacali, su mandato dell'assemblea decidono quindi di chiedere con urgenza un incontro al Comune per chiedere di mantenere il servizio con l'attuale gestore fino alla pronuncia della sentenza definitiva del Consiglio di Stato prevista per il 12 gennaio prossimo. Purtroppo - conclude la nota - è puntualmente avvenuto quanto temevano i sindacati con un numero di esuberi persino maggiore rispetto a quanto quantificato nei precedenti incontri. Ci pare chiaro, che stante questa situazione, laddove il Comune non rispondesse alle nostre richieste, sarà inevitabile l'apertura immediata dello stato di agitazione".
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