Il dolore
La “difesa” di chi affitta su Airbnb
Ecco la risposta dei privati ai controlli incrociati avviati dal Comune di Lucca
LUCCA. In Toscana si cerca di regolamentare un'attività e un modo di fare accoglienza turistica esplosa con internet. Affitti di case private che in molti casi diventano una forma di reddito primario. C'è chi, però, forte di norme e leggi critica sia i controlli avviati dal Comune di Lucca sia la proposta di legge avanzata dalla Regione Toscana di limitare e regolamentare questa pratica, che in città, solo su Aribnb, riguarda per Federalberghi 1275 alloggi.
«L'assessore Giovanni Lemucchi e il presidente Enrico Rossi hanno detto che bisogna distinguere tra chi fa questa attività saltuariamente oppure la rende una vera e propria attività imprenditoriale - dice Fabio Diaferia, presidente di Pro Loca Tour, associazione di proprietari che danno in locazione i loro alloggi privati in tutta Italia, con sedi e contatti anche in Toscana -. La legge in approvazione in consiglio regionale contiene una presunzione di imprenditorialità per il proprietario che dà in locazione il proprio alloggio per oltre 90 giorni e questo è in contrasto con quanto stabilito dalla sentenza del Tar Veneto del 12 settembre scorso».
Una sentenza che stabilisce come nessuna struttura ricettiva possa essere considerata automaticamente di natura imprenditoriale. In più il Tar ha detto che una qualsiasi legge regionale che contenesse presunzione di imprenditorialità per una qualsiasi attività non si sottrarrebbe alla censura di incostituzionalità. La materia, infatti, è di competenza unica del legislatore statale. Il caso di Lucca è, dunque molto importante alla luce di quanto si sta provando a legiferare. «Condivisibile è l'appello di Federalberghi ad unire le forze per combattere il fenomeno del "sommerso" per il quale, però, occorre che il legislatore nazionale e i legislatori regionali diano armi efficaci e cioè norme chiare e semplici da rispettare - spiega ancora Diaferia -. Non si deve, poi, confondere chi gestisce legittimamente, in forma imprenditoriale, decine o centinaia di appartamenti di proprietà altrui, con il singolo proprietario che, altrettanto legittimamente, dà in locazione turistica il proprio alloggio». Per il presidente di Pro Loca Tour, poi, non si deve passare dall'oppressione di una moltitudine di soggetti deboli. «Ci sono anche tanti singoli proprietari che danno in locazione turistica la propria casa nella piena legalità - conclude Diaferia -. Pagando le imposte sul reddito, riscuotendo e versando l'imposta di soggiorno, in teoria nemmeno dovuta trattandosi di appartamenti privati e non di strutture ricettive, comunicando i flussi turistici e dichiarando gli arrivi alla questura ed infine accogliendo con un sorriso i propri ospiti».
Alessandro Bientinesi
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