Sicurezza
Snai: appello all’unità dei lavoratori
Ancora da decidere la data del prossimo sciopero, con l’invito a partecipare a chi mercoledì non c’era
PORCARI. «Chi è entrato ha paura ma da soli non si fa niente»: le parole di Roberta Tessindori Bernini, esponente delle Rsu della Snai, pronunciate mercoledì durante il presidio sotto il municipio di Porcari, sintetizzano il clima di paura che si respira tra i dipendenti dell'azienda (in ballo ci sono 64 esuberi), ma anche la strategia da seguire in vista del prossimo sciopero nel segno dell'unità tra tutti i lavoratori.
«Non è ancora stato deciso il giorno dello sciopero, ma ci teniamo a precisare che dobbiamo restare tutti uniti, solo attraverso la lotta comune potremo raggiungere i nostri obiettivi»: è il messaggio apparso sulla pagina Facebook a supporto dei lavoratori della Snai. Il presidio di venerdì fuori dai cancelli della sede di via Boccherini, durante la pausa pranzo, non ha stabilito quando gli scioperanti torneranno a incrociare le braccia in attesa del vertice del 21 novembre a Firenze. Ma è stata l'occasione per fare il punto dopo lo sciopero e lanciare un appello anche a quei lavoratori che, forse proprio per la paura, hanno varcato i cancelli dell'azienda, mentre altri colleghi in corteo hanno sfilato fino al municipio di Porcari per protestare contro il piano di riorganizzazione dell'azienda che prevede oltre agli esuberi, anche il mancato rinnovo del contratto per una ventina di lavoratori a tempo determinato.
I dipendenti denunciano l'atteggiamento dell'azienda nel non «concedere ore di assemblea, cambiare il regolamento aziendale in modo unilaterale, chiedere il conguaglio dei buoni pasto. Vogliono cambiare gli orari del centro servizi creando divisione tra i lavoratori dei metalmeccanici e del commercio, tra quelli della sede idi via Boccherini e quelli del Centro Servizi in via di Lucia. Qui stiamo lottando tutti per tutti».
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