La manifestazione
Ritiri “personalizzati” per i negozi del centro
Servizio differenziato per chi fa commercio o somministrazione
LUCCA. Rivoluzione dei rifiuti in centro: ora tocca a bar, ristoranti e negozi. Dopo aver riscritto il calendario e ridotto il numero dei ritiri porta a porta per i residenti, adesso l’amministrazione comunale vuol completare l’opera mettendo mano alla raccolta rifiuti delle utenze “non domestiche”. Una partita non di poco conto, visto che le attività presenti nel perimetro dell’arborato cerchio sono oltre 1.200 e producono una quantità di rifiuti pari (se non addirittura superiore) a quella dei residenti (che in totale sono poco meno di 9.000). I contatti con le associazioni di categoria sono già avviati e nei prossimi giorni si terranno i primi incontri per discutere di come rinnovare il servizio. L’obiettivo di questa “fase 2” è migliorare la raccolta, che al momento non dà grandi risultati. L’attuale calendario prevede 4 ritiri per umido e organico, 3 per la carta, 3 per il multimateriale e 2 per l’indifferenziato. Inoltre bar e ristoranti che si sono attrezzati con i bidoni carrellati di Sistema ambiente per la raccolta dell’organico (sono circa un centinaio) su richiesta possono usufruire di ritiri quotidiani.
Una questione di qualità. L’obiettivo è quello di calibrare meglio il servizio per renderlo più efficiente e soprattutto meno dispendioso. Quasi quotidianamente, infatti, a metà pomeriggio Sistema ambiente deve inviare un mezzo in città per ritirare i rifiuti lasciati in strada dalle attività fuori dall’orario del conferimento o senza rispettare il calendario. Un servizio straordinario che ha costi non indifferenti e che oltretutto non permette di differenziare la spazzatura come si vorrebbe. La testimonianza che le cose non vanno bene si è avuta con i controlli avviati a settembre dai vigili urbani per verificare il rispetto del nuovo calendario delle utenze domestiche. Ebbene il bilancio finale delle sanzioni ha evidenziato come la maggior parte delle irregolarità vengano commesse non tanto dai residenti (29 multe), bensì da attività commerciali e di somministrazione (50 multe).
Servizio “customizzato”. Per risolvere il problema l’amministrazione vorrebbe puntare su un servizio il più possibile adattato (o customizzato, come si dice omaggiando l’anglofonia imperante) alle esigenze delle attività. L’idea di partenza (che però dovrà essere studiata e condivisa dalle associazioni di categoria) è quella di suddividere le utenze “non domestiche” in due-tre macro tipologie, con un servizio tarato sulla base delle specifiche esigenze. Facciamo un esempio: bar, ristoranti e attività di somministrazione, che in centro sono circa 350, hanno necessità di ritiri (quasi) giornalieri di organico e multimateriale, molto meno di carta; i negozi che vendono scarpe o abbigliamento, invece, producono grandi quantità di carta e imballaggi e pochissimo organico. Esigenze profondamente diverse su cui, con l’accordo delle associazioni di categoria, si cercherà di ripensare il sistema di raccolta. Considerando anche che in centro sono proliferate le attività di somministrazione e sono nati diversi mini-market. L’altra questione riguarda gli orari di conferimento: molte attività aprono al mattino tardi, oltre l’orario previsto dal regolamento di Sistema ambiente per il conferimento filo strada. Anche qui ci sarà da rivedere qualcosa. Tempi certi non ve ne sono, ma l’obiettivo è arrivare a inizio 2017 con un piano condiviso per completare la rivoluzione rifiuti.
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