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Madre di due bimbi muore schiacciata tra pullman e muro

Madre di due bimbi muore schiacciata tra pullman e muro

Tragedia a Castelnuovo tra via XX Aprile e via Valmaira La donna era scesa dal bus poco prima dell’incidente

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CASTELNUOVO. La stavano aspettando a casa. I due figli piccoli e il compagno Franco Nicoziani. Doveva essere una giornata di festa, il compleanno di uno dei figli da ritrovare alla fine di una giornata di lavoro. Un destino tragico, però, negherà per sempre il conforto del suo abbraccio ai suoi cari. Alina Nicoleta Talpiga, 36enne di origini romene ma da tempo residente a Piazza al Serchio, è morta schiacciata tra la fiancata di un autobus della Ctt Nord e un muretto all'incrocio tra via XX Aprile e via Valmaira a Castelnuovo Garfagnana.

Da quel pullman, guidato da Alessio Bianchi, autista 42enne di Careggine, la donna era scesa pochi istanti prima dell'incidente. Probabilmente non alla fermata ma in prossimità del punto in cui si è consumata la tragedia.

La dinamica sembra essere chiara per quanto assurda. Sono da poco passate le 13 di ieri, sabato 12 novembre. La giornata è fredda ma splendida, nessun problema di visibilità. L'autobus guidato da Alessio Bianchi diretto a Fornaci di Barga è pieno di pendolari e studenti appena usciti dalle scuole. In mezzo a loro a bordo c'è anche Alina Nicoleta Talpiga. Sta andando a pranzo alla pizzeria ristorante La Rocca dopo aver passato la mattinata a lavorare come badante a casa di una famiglia del posto. Non è chiaro perché Alina non scenda alla fermata delle scuole o in quella precedente ancora, qualunque sia la ragione le sarà fatale.

La donna prende spesso l'autobus e praticamente conosce tutti gli autisti delle varie linee della Ctt Nord. Probabilmente anche Alessio. A lui chiede, lo confermano molte delle persone a bordo, di poter scendere a pochi metri dall'incrocio tra via XX Aprile e via Valmaira. Lì non c'è nessuna fermata, ma per raggiungere il ristorante in minor tempo è il punto più vicino, meno di 300 metri, prima che il bus svolti in via Valmaira e si muova verso Fornaci di Barga.

La donna non attraversa la strada ma prosegue a piedi verso l'incrocio in un punto dove la carreggiata si restringe e dove non ci sono marciapiedi.

Viene superata dal pullman di linea che prima si ferma allo stop e poi svolta a destra. Alina Nicoleta Talpiga in quel momento si trova proprio tra l'autobus e un muretto sul bordo della strada e viene schiacciata e sollevata fin sopra la rete di recinzione.

L'impatto è devastante, tanto che il rumore viene avvertito anche a centinaia di metri di distanza e il cemento si danneggia sotto la pressione del bus.

L'autista ferma il mezzo e scende, assistendo ad una scena terribile. Alina è rimasta incastrata tra la parte posteriore della fiancata e il muretto. Alessio Bianchi chiama immediatamente il 118 e la centrale operativa invia ambulanza e automedica d'urgenza. In vola si leva anche l'elisoccorso Pegaso, ma quando i sanitari arrivano sul luogo della disgrazia, pochi minuti dopo, per la donna di 36 anni non c'è più niente da fare.

Alla scena assistono, ovviamente, anche le persone a bordo e tanta gente che a quell'ora sta passando nella zona. Alina nei primi istanti dopo l'incidente respira ancora, il mezzo si muove per liberarla ma la donna morirà poco dopo tra le braccia dei soccorritori.

Sul posto arriva anche una squadra dei vigili del fuoco di Castelnuovo Garfagnana. I carabinieri del Norm di Castelnuovo arrivano praticamente nello stesso momento, con la polizia municipale a chiudere le due vie di accesso al punto dell'impatto e deviare il traffico veicolare.

I carabinieri sul posto iniziano a fare tutti gli accertamenti del caso, mentre l'autista dell'autobus, in stato di choc, viene trasportato all'ospedale di Castelnuovo Garfagnana. Il corpo della donna resta a terra fino alle ore 16, mentre il traffico viene riaperto dopo i rilievi pochi minuti più tardi.

Alessio Bianchi, come avviene in questi casi, viene indagato per omicidio colposo e rischia la sospensione immediata della patente. Il magistrato di turno Enrico Corucci dispone anche il sequestro del bus. Niente autopsia o esame esterno. Basta la constatazione di morte tanto sono chiari i motivi. E il nullaosta per i funerali è già stato rilasciato. La donna si fermava spesso a pranzo a Castelnuovo, ma non lo faceva da almeno un mese perché aveva iniziato un corso da parrucchiera che la portava spesso a Pisa.

Alessandro Bientinesi

Luca Dini

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