Il dolore
Un “Quartiere Social” contro il degrado
La Regione finanzia un piano per la zona di San Vito
LUCCA. Cittadini organizzati in controlli di vicinato e telecamere: se c'è qualcosa che non va scatta il filo diretto con le forze dell'ordine. Quindi la messa in piedi di una database che disegna la mappa georeferenziata dei reati più diffusi: se persiste il fenomeno dello spaccio di droga in un punto preciso i cittadini saranno i primi a saperlo. E poi gli artisti di strada: un'invasione pacifica del quartiere colorando di fantasia strade e muri dei palazzi. È il sobborgo San Vito che vuole rinascere: è da uno de quartieri più problematici di Lucca che arriva un Sos alle amministrazioni pubbliche, e loro rispondono.
Comune e Regione hanno fatto un patto per la maggiore sicurezza di San Vito: 104 mila euro è il contributo toscano su una somma complessiva di 130 mila euro. Spiega l'assessore alla polizia municipale Francesco Raspini: «La strategia proposta a Lucca si chiama “Quartieri Social”, e si basa sulla collaborazione tra pubblico e privato. Una maggior sicurezza non può prescindere dall'organizzazione della polizia locale e delle forze dell'ordine in generale, ma passa anche dal coinvolgimento della popolazione e dagli aspetti sociali che determinano le relazioni tra i cittadini; non può non considerare la cura di parchi e spazi pubblici. A Lucca, almeno, siamo di questo avviso». E anche in Regione lo hanno capito. Lo spaccio di droga e la microcriminalità che infestano il quartiere San Vito vanno risolti. Così il Comune punterà ad aumentare i servizi e le attività svolte dai “cittadini attivi” col controllo di vicinato e la videosorveglianza per favorire la sicurezza in città, sempre naturalmente in raccordo con le forze dell'ordine.
Nel progetto c'è anche una app, che si potrà scaricare gratuitamente. Darà consigli utili, educherà i cittadini a evitare comportamenti che possono facilitare furti e illeciti, ma servirà anche a spedire immagini di oggetti rubati e recuperati o a inviare foto di aree degradate agli uffici comunali affinché si intervenga. La mappa georefenziata sarà dentro il portale www.inallerta.it. Si punterà anche all'animazione sociale e alla partecipazione collettiva, con incontri formativi e di sensibilizzazione. Infine spazio alla street art per “colorare la paura” e trasformare il degrado di San Vito in uno spettacolo di arte visiva.
Sulla sicurezza i cittadini saranno infine coinvolti in laboratori di coprogettazione. La filosofia di questi interventi è stata illustrati in una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale a Firenze, con gli altri 4 Comuni interessati: Firenze, Prato, Livorno e Pisa. La somma complessiva stanziata: 597 mila e spiccioli. E ha dato una mano anche il consiglio regionale mettendo a disposizione risorse risparmiate nel 2016.
Soddisfatto l'assessore regionale alla sicurezza Vittorio Bugli: «Sono progetti completamentari rispetto ad altre linee di intervento, come per esempio la videosorveglianza, su cui stiamo valutando le proposte giunte rispetto a un bando appena chiuso. Sono progetti sperimentali che puntano a intervenire laddove esistono fragilità, sociali o nel tessuto urbano, per capirle anzitutto e migliorare poi il contesto. E dopo queste prime cinque città l'intenzione è naturalmente quella di proseguire con gli altri capoluoghi».
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