Sicurezza
Tenta di entrare al Bar La Colonna, ripreso in un video
Colpo fallito al locale di piazza Santa Maria Foris Portam, un’azione che ricorda il raid di alcuni giorni fa nella stessa zona
LUCCA. C’è l’ora e ci sono anche le immagini, messe a disposizione delle autorità, questa volta assai più chiare di quelle registrate in un precedente raid nella stessa zona. Erano le 2,10 della notte tra giovedì 10 e venerdì 11, quando un ragazzo, capelli corti e scuri, ha tentato di forzare – prima una e poi l’altra – le due porte vetrina del bar La Colonna, in piazza Santa Maria Fortis Portam. Fallendo in entrambe le occasioni.
«Mi sono accorto che era successo qualcosa questa mattina (venerdì 11 per chi legge ndr), quando sono arrivato ad aprire il bar – racconta il titolare Roi Pantaleoni – in quel momento ho visto i bigliettini dell’agenzia di sorveglianza a terra. Di solito li infilano nell’intercapedine della porta, e lì restano fino a quando non arrivo io ad aprire. Ma questa volta erano caduti, e la spiegazione è semplice: qualcuno aveva provato a forzare la porta».
La conferma è arrivata quasi subito: una volta aperta la porta Pantaleoni ha trovato la contropiastra di fissaggio (quella dove si infila il chiavistello) rotta. «A questo punto – spiega il gestore del locale – non mi resta altro da fare che chiamare il ferramenta a riparare le porte e presentare denuncia». Alla fine il danno materiale è stato limitato, ma di quest’episodio restano anche tutte le scocciature che comporta (ossia far riparare la porta e andare a fare la denuncia, che verrà presentata la mattina di sabato 12), ma non solo. Resta pure il senso di insicurezza che ti attanaglia, al pensiero che qualcuno abbia potuto agire pressoché indisturbato, in una piazza importante, a due passi dal centro. «Almeno – commenta Pantaleoni – quando c’erano i Comics c’erano molte pattuglie a giro di notte». Con la chiusura della rassegna e i riflettori spenti, la città già a tarda serata appare un deserto. Figurarsi nel cuore della notte.
Un episodio che ricorda da vicino un precedente avvenuto meno di tre settimane prima, il “raid” che aveva preso di mira una serie di negozi nella vicina via Elisa.
Le similitudini sono molte: il modus operandi, l’orario, la zona colpita, e anche una certa manifesta incapacità. Nel caso del tentato furto al bar La Colonna che si trattava di un ladruncolo decisamente inesperto lo dimostra non solo il fatto di non essere riuscito a forzare la serratura, ma, soprattutto, l’aver bellamente ignorato l’avviso (evidente) della presenza di telecamere. Un particolare che potrebbe rivelarsi fatale per l’autore del tentato colpo.
L’azione risale alle 2,10 di notte (come dimostrano le riprese), praticamente nella stessa fascia oraria del blitz in via Elisa e via Santa Croce della notte del 25 ottobre. E anche lì i ladri non si dimostrarono particolarmente abili o astuti: presero di mira 6 esercizi (compresa la lavanderia Santa Croce, e resta un mistero comprendere cosa avrebbero potuto trovare in una lavanderia), fallendo in ben 5 tentativi. I ladri riuscirono a entrare solo al bar “La Piccola Soave”, andandosene via con un “bottino” fatto di pochi spiccioli.
In compenso provocarono parecchi danni, e parecchio lavoro al fabbro, tra via Elisa e via Santa Croce. Oltre alla lavanderia e al bar i ladruncoli, in quell’occasione, provarono a forzare l’ingresso al negozio di calzature “Elisa Baciocchi”, alla negozio di intimo “La Mimomosa” e ai ristoranti “Gli Orti” e “La Vispa Teresa”. Tutti tentativi miseramente falliti. Nel mirino (altra similitudine tra quell’episodio e quello della scorsa notte) tutti i negozi che non avevano la saracinesca abbassata.
In quel caso i banditi agirono tra le 2 e le 3 di notte, e una residente aveva anche notato, nella stessa fascia oraria, due giovani, uno dei quali intento ad armeggiare con la serratura del ristorante “La Vispa Teresa”. Insomma, anche se le telecamere del bar hanno ripreso una sola persona (mentre nel precedente raid ne furono notate due, e comunque solo una vicino al portone), le analogie tra i due episodi sono tali e tante da far pensare a una stessa mano. Una mano “imbranata”, nel modo di agire e nell’obiettivo, che fa pensare di trovarsi davanti a dei giovani sbandati più che a professionisti, ma non per questo meno pericolosi. Anzi.
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