Italia
Sì alla vendita delle quote dell’aeroporto
L’atto passa in consiglio, le minoranze compatte: «Una voragine finanziaria che è sotto gli occhi di tutti»
CAPANNORI. Disco verde del consiglio comunale ri alla delibera che dà le linee guida per la vendita delle quote (il 70%) di sua proprietà della società Aeroporto.
Adesso, quindi, spetta alla società Aeroporto stessa redigere il bando a cui i privati dovranno rispondere. Prima di divenire pubblico, però, il bando costruito dalla società in base agli indirizzi dell'amministrazione comunale dovrà ricevere l'ok dall’Enac.
L'ultimo atto da parte dell'amministrazione perché un soggetto privato entri nella società Aeroporto è stato quindi compiuto. E se l'iter tecnico andrà avanti velocemente già nei primi mesi del nuovo anno sarà noto il nome del privato che, si legge sulla nota del Comune, «diventerà socio di un'infrastruttura appetibile, sia per lo sviluppo di un centro d'innovazione, sia per l'aviazione generale».
La cessione delle quote è passata con i voti favorevoli di tutte le forze politiche di maggioranza. Contrarie invece le forze politiche di minoranza (Forza Italia, Udc, Alternativa Civica - Centrodestra Capannori, M5S).
Forze d’opposizione che non fanno attendere la propria, dura, presa di posizione sulla vicenda. L’intera minoranza, con un comunicato stampa congiunto, punta il dito sulla «gravissima situazione onerosa per casse del nostro comune», per una struttura, l’aeroporto, «che in tutti questi anni non ha mai fornito un servizio utile ai cittadini e al territorio ma è stata invece un pesante fardello per tutta la collettività». La minoranza rivendica di avere più volte sollecitato l'amministrazione «a vendere o almeno cessare il finanziamento di questa società per evitare l'enorme spreco di denaro pubblico».
«Oggi Menesini e i suoi – riprende la nota – fanno marcia indietro, non sapendo più come gestire una struttura la cui voragine finanziaria è sotto gli occhi di tutti». Forza Italia, Alternativa Civica, 5 Stelle e Udc accusano la giunta Menesini di avere «scaricato le colpe delle perdite dell'aeroporto sulle amministrazioni precedenti, ma la sinistra comanda Capannori da 12 anni. Forse si sono dimenticati il milione di euro spesi da Del Ghingaro per acquisire la maggioranza delle quote dell'aeroporto. Quanti soldi sono stati buttati per mandare avanti questo carrozzone che non ha prodotto alcun beneficio per i cittadini di Capannori, ma ha offerto uno stipendio a qualche politico amico di coalizione?».
L'opposizione chiede chiarezza sul futuro dopo le manifestazioni di alcune aziende interessate a rilevare le quote dell'avioscalo. «In questo caso, trattandosi di una società partecipata, il consiglio aveva il dovere e l'obbligo di discutere e votare la migliore soluzione. Una evidente anomalia procedurale».
Infine la minoranza chiede le dimissioni del Cda della società di gestine: «Non vengono mai menzionate le colpe degli amministratori che secondo noi, ma se vogliamo anche per un senso di decenza e moralità, devono dimettersi, dopo il fantasmagorico business-plan di Eugenio Baronti in cui si parlava di opportunità per droni, innovazione tecnologica, esperimenti spaziali. Da tempo si sarebbe dovuto prendere atto che tutto era costruito per buttare fumo negli occhi dei contribuenti. Tutto si è dimostrato un clamoroso e squallido flop. Infine la questione del veto che impedirà alle aziende più capaci e interessate a un serio sviluppo, di investire in questa impresa. Quale azienda sarà disposta ad investire importanti capitali in un progetto che non potrà pilotare, perché il Comune pretenderà che le decisioni vengano prese col parere dell'85% dei soci? Sarebbe stato più opportuno lasciare al privato che rischia anche la possibilità di decidere come impiegare i propri soldi, visto che l'ente pubblico finora ha dimostrato di essere capace di fare solo danni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
