Il Tirreno

Lucca

Ci sarà una casa famiglia nell’ex scuola materna

di Rossella Lucchesi
Ci sarà una casa famiglia nell’ex scuola materna

“Dopo di noi”, un’iniziativa per i disabili che rimangono senza una famiglia Grazie alla Fondazione Crl saranno ricavati quattro-cinque posti a San Filippo

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LUCCA. «Li abbiamo sempre accuditi e ci siamo presi cura di loro ogni giorno, proteggendoli dalle tante insidie e sopperendo alle difficoltà quotidiane che insieme abbiamo cercato di affrontare con consapevolezza e dignità, per non farli sentire “diversi” dagli altri. Continueremo a farlo finché ci sarà possibile e avremo forza e salute, perché è in ballo la vita e la felicità dei nostri ragazzi che però, col passare del tempo, diventano adulti e, come tutti, invecchiano e hanno bisogno di maggiori cure e attenzione, mentre noi, per ragion di vita, ce ne andiamo, lasciandoli in balìa di un futuro incerto. Cosa ne sarà di loro dopo di noi?»

Domanda che da tempo si pongono migliaia di genitori di ragazzi con gravi disabilità, osservando il tempo che scorre e non fa sconti a nessuno. Neppure alle loro famiglie che da sempre vivono nell'angoscia del domani per quei figli che tanto amano, ma dai quali un giorno dovranno purtroppo staccarsi, senza sapere quali saranno le loro reazioni.

Di questo si è parlato giovedì sera durante l'incontro che si è tenuto nell'auditorium della Pia Casa di via Santa Chiara presieduto dall'assessore Ilaria Vietina, la quale ha annunciato la possibilità, per il Comune di Lucca, di dare il via al progetto che, appunto, si chiama "Dopo di noi" caldeggiato anche dalla fondazione Cassa di Risparmio, con la realizzazione di un ambiente a San Filippo, attualmente occupato dagli uffici di Polis e in precedenza sede della scuola materna

, che diventerebbe una sorta di casa famiglia per quattro o cinque persone. E sarebbe la prima sul territorio lucchese alla quale, stando ai progetti, dovrebbero seguirne altre, in modo tale da far fronte a uno dei problemi sociali più pressanti che inevitabilmente tra qualche anno si presenteranno in maniera più massiccia.

Accadrà quando molti disabili che oggi vivono in famiglia resteranno orfani dei genitori o di chi si è preso cura di loro fino a un certo momento. Un trauma se saranno colti impreparati, soprattutto se finora essi hanno sempre vissuto come in un guscio protettivo che adesso viene a mancare, provocando smarrimento e un inquietante disorientamento.

La legge che porta il nome del progetto è stata approvata in via definitiva alla Camera lo scorso 14 giugno, dopo il via libero del Senato del 26 maggio e due giorni fa (il 10 novembre) ha autorizzato un finanziamento di 90 milioni di euro da distribuire nelle regioni italiane. «E adesso si passa alla fase attuativa, anche se ci sono ancora parecchi punti da definire in materia di assistenza e gestione» ha detto nel suo intervento l'on. Margherita Miotto che ha dato man forte alla definizione del decreto. «Il "Dopo di noi" prosegue, stabilisce la creazione di un fondo per il sostegno e l'assistenza ai disabili privi del supporto familiare, ma anche agevolazioni per enti, associazioni e privati che decidono lo stanziamento di risorse per la loro tutela e che così andrebbero incontro a sgravi fiscali e incentivi per la stipula di polizze assicurative, trasferimenti di beni e diritti post-mortem e trust, strumento quest'ultimo che garantisce una protezione legale attraverso un rapporto fiduciario tra chi dispone e subentra all'utilizzo di un bene».

Al Fondo si accede tramite richiesta alla Regione che provvederà ad analizzare i requisiti, fino all'erogazione per le attività e per l'avvio di progetti di residenzialità come il co-housing. Ma tutto questo ha un costo «e purtroppo, aggiunge Miotto, i Comuni non sono in grado di sostenere le spese che attualmente, per quanto riguarda le strutture residenziali, sono in compartecipazione al 50% a carico dell'azienda sanitaria e il 50% delle famiglie e di qualche finanziatore. Servono pertanto maggiori risorse. Teoria condivisa dal consigliere regionale per le politiche sulla disabilità Massimo Toschi e da Vania Nottoli e Gemma Del Carlo, rispettivamente presidenti di Anffas e Fasm.

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