Sicurezza
Centralina, i dubbi del comitato: «L’ok è sempre più vicino»
“Salviamo la Lima” non si fida delle rassicurazioni di Betti «L’impianto ha ricevuto l’ennesima autorizzazione»
BAGNI DI LUCCA. Sempre più diffidenti e arrabbiati i componenti del comitato “Salviamo la Lima” che vedono nelle nuove autorizzazioni concesse dalla Regione alla società che vuol costruire una nuova centralina sul torrente, in località Cevoli, un inequivocabile segnale della concessione finale in arrivo.
Secondo il comitato, nonostante gli appelli e le assicurazioni ricevute, in realtà nessuno si muove davvero per scongiurare l'arrivo del cemento per la diga in un tratto fluviale diventato paradiso dello sport e del turismo, le cui attività paiono ora fortemente a rischio.
Il comitato ha preso atto dell'intervento del sindaco Masssimo Betti, il quale afferma che le nuove autorizzazioni concesse dalla Regione riguardano esclusivamente aspetti formali perché la società costruttrice, la Green Factory, possa avere la certezza della disponibilità delle acque, ma solo nel caso che arrivasse il definitiva via libera all'impianto. Ipotesi contro la quale il Comune continua a battersi, garantisce Betti, con buone speranze perché alla fine l'ok alla centralina venga negato.
Ma il comitato non pare affatto tranquillizzato: «La società genovese che mira a intubare le acque della Lima colleziona un altro importante tassello nell'iter autorizzativo per la captazione delle acque. In barba a tutte le rassicurazioni ottenute dai molteplici enti e politici interessati, in disprezzo della volontà popolare manifestata a più riprese con assemblee e petizioni, a danno dell'occupazione di tutti coloro che gravitano intorno al turismo sportivo e ricettivo della Val di Lima, la realizzazione della centrale idroelettrica fa un altro passo avanti. Nel frattempo cercano di tenerci buoni raccontandoci che anche questa autorizzazione (l'ennesima) non rappresenta niente d'importante e non pregiudicherà assolutamente la possibilità di fermare il progetto. Nel mese di ottobre si sarebbe dovuta svolgere la Conferenza di servizi dalla quale sarebbe partito uno stop definitivo alla centrale, grazie alle opposizioni degli enti locali coinvolti (almeno così ci dicono). La Regione ha invece chiesto un rinvio, motivandolo con la necessità di approfondire bene anche formalmente il diniego, in modo tale da evitare eventuali ricorsi dell'azienda». Nel frattempo, continua il Comitato, «un altro ufficio della Regione, guarda caso, concede un' ulteriore autorizzazione aumentando così il peso ed il numero delle motivazioni per un potenziale ricorso dell'azienda. Credere che tutto ciò avvenga per puro caso o sciatteria burocratica sarebbe superficiale e fuorviante, visto poi “il burattinaio” che sta dietro a questa vicenda. Il proseguo svelerà se i nostri dubbi e sospetti erano fondati».
Emanuela Ambrogi
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