Gioco
La Regione finanzia un progetto contro la criminalità
A Lucca 104.000 euro: saranno incentivati controllo di vicinato e videosorvegliaza. Si saranno anche una App e un sito web
LUCCA. Quasi seicentomila euro (597 mila e spiccioli, per la precisione) contro il degrado e per una maggiore sicurezza urbana. La Regione, con il contributo anche del Consiglio regionale che ha messo a disposizione risorse risparmiate nel 2016, finanzierà cinque progetti di altrettante città toscane capoluogo, quelle che presentano un indice di delittuosità superiore alla media regionale, ovvero Firenze, Prato, Lucca, Pisa e Livorno. La proposta è stata portata questa settimana in giunta, che ha dato il via libera.
La strategia proposta a Lucca ( e finanziata con 104.000 euro su un totale di 130.000) si chiama "Quartieri_Social" e si basa sulla collaborazione tra pubblico e privato. Una maggior sicurezza non può prescindere dall'organizzazione delle polizia locale e delle forze dell'ordine in generale, ma passa anche dal coinvolgimento della popolazione e degli aspetti sociali che determinano le relazioni tra i cittadini; non può non considerare la cura di parchi e spazi pubblici. A Lucca almeno sono di questo avviso. Così si punterà ad aumentare i servizi e le attività svolte dai "cittadini attivi" con un progetto ad esempio di controllo di vicinato e di videosorveglianza per favorire la sicurezza in città, sempre naturalmente in raccordo con le forze dell'ordine. Nel progetto c'è anche una app, che si potrà scaricare gratuitamente: dispenserà consigli utili e educherà i cittadini a evitare comportamenti che possono facilitare furti e illeciti, ma servirà anche a spedire immagini di oggetti rubati e recuperati o a inviare foto di aree degradate agli uffici comunali affinché si intervenga. Ci sarà pure un portale web, www.inallerta.it. Si punterà anche all'animazione sociale e alla partecipazione collettiva, con incontri formativi e di sensibilizzazione. Ci sarà spazio per la riappropriazione di aree di aggregazione, utilizzando anche la street art per 'colorare la paura' e trasformare zone ora degradate in un museo di arte contemporanea a cielo aperto da vivere. Sulla sicurezza i cittadini saranno infine coinvolti in laboratori di coprogettazione.
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