La manifestazione
Garzella all’attacco: ora rischia
Lucca, il presidente del consiglio definisce Tambellini «cinico». In maggioranza c’è chi pensa alla sfiducia
LUCCA. Si alza di livello lo scontro fra il presidente del consiglio comunale Matteo Garzella e il sindaco Alessandro Tambellini. Il primo, infatti, accusa Tambellini di avere «una concezione cosi cinica e inumana del dolore della gente», dopo la querelle sui soldi per i terremotati. E ora, nella maggioranza, si comincia a parlare di una possibile mozione di sfiducia nei confronti di Garzella, anche se al momento non tutti ne sono convinti.
Certo, i toni di Garzella sono stati durissimi. Nella sua lettera il presidente dell’assemblea ricostruisce innanzitutto la sua proposta di destinare metà incassi dei Comics ai terremotati, ricordando la contrarietà dell’assessore Giovanni Lemucchi e dei capigruppo Francesco Battistini e Claudio Cantini. «In questo modo - scrive Garzella - hanno strumentalizzato i terremotati per una cinica aggressione elettorale nei miei confronti. Una vergogna». Ma, spiega, c’è stato anche di peggio. Ed è arrivato quando ha annunciato di devolvere un mese della sua indennità a chi aveva subito i danni del sisma (e , in effetti, proprio ieri Garzella ha dato mandato agli uffici di fare materialmente questa donazione). «In una settimana - scrive Garzella - nessun assessore ha aderito a questa proposta e il sindaco oltre a non aderire ha pensato bene di dire alcune cose per giustificare la sua scelta di non aiutare i terremotati. Ha detto che le azioni di beneficienza non si dichiarano alla stampa e pubblicamente. Con questo ha dimostrato di non capire e non interpretare il ruolo di esempio che un rappresentante dei cittadini e delle istituzioni ha quando fa conoscere le proprie azioni e quelle del proprio Comune per il bene delle persone. Infine il sindaco ha detto un'altra cosa ancora più sconvolgente. Ha detto che secondo lui io ho fatto le mie proposte perché mi sto divertendo con i terremotati. Ecco qui siamo al punto più basso che un amministratore possa mai raggiungere, il punto della sensibilità umana. Nessuno che esercita il ruolo di amministratore e rappresentante dei cittadini può arrivare ad associare ad una tragedia come quella del terremoto il termine “divertimento”. Da cittadino di Lucca, da consigliere comunale e presidente del consiglio rappresentante dei lucchesi, da uomo leale alla sua squadra e ai valori umani e civili che questa squadra ha sempre rappresentato non mi riconosco in un amministratore che scende così in basso da abbandonare i valori dei lucchesi, dei toscani e dell'Italia per esprimere convinzioni che sono all'opposto di questi valori». Parole che spargono sale sulle ferite già aperte fa Garzella e la maggioranza. Che ora non esclude più la possibilità di presentare una mozione di sfiducia. Per farlo avrebbe bisogno di un quarto dei consiglieri (e non ci sono problemi, visto che la maggioranza ha 17 voti su 32), mentre per farla passare servirebbero due terzi dell’assemblea (cioè 21 voti). Una soluzione, tuttavia, che potrebbe rimanere solo un’ipotesi, visto che non tutti in maggioranza sono convinti nell’appoggiare un passo così drastico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
