Finanza
«Siamo qui a lottare anche per chi non c’è»
Clima di paura: molti entrano in azienda invece di scioperare
PORCARI. Come ogni manifestazione anche quella di ieri mattina aveva un mittente, i lavoratori, e dei destinatari: i vertici Snai, certo, ma non solo. Anzi, si può dire che l’interlocutore principale, in questo caso, sia stato un altro, ossia il governo. È il governo, infatti, che in questo momento ha in mano uno strumento determinante, che potrebbe essere usato per far pressione sui vertici Snai in questo lungo confronto, ossia le concessioni dello Stato. La sua attività si basa su concessioni pubbliche, concessioni che tra non molto dovranno essere rinnovate. Ed ecco qui la richiesta di lavoratori e sindacati: il governo si faccia sentire in questa intricata vicenda.
Ma c’è anche un altro destinatario: una parte dei dipendenti. Si tratta di quei lavoratori che ieri mattina hanno deciso di varcare i cancelli ed entrare, in misura maggiore rispetto alla manifestazione di 6 mesi fa, in azienda. Una scelta che tra gli scioperanti non è stata condannata, ma piuttosto commiserata.
Forse, ha sottolineato Roberta Tessandori Bernini, componente della Rsu, durante il suo intervento in piazza Orsi, è il timore di perdere i 70/80 euro del giorno di sciopero («Non sono soldi persi – hanno gridato dai manifestanti – sono soldi che abbiamo investito sul nostro futuro») o, ancora più probabile, è un segnale del clima di paura che si respira tra i dipendenti: «Ma con la paura non si va da nessuna parte». E, come è stato detto anche negli interventi dei sindacalisti che si sono alternati sulle scale del municipio, in quel modo alla fine si resta soli. Questo proprio mentre anche a Roma, in quello stesso momento, i dipendenti Snai incrociavano le braccia.
Il quadro generale e il perché di questa manifestazione, in attesa del prossimo vertice con Snai in programma il 21 novembre, sono stati illustrati nei tanti interventi che hanno caratterizzato la manifestazione, prima del “controcorteo” dal palazzo comunale alla sede di Snai. A parlare, in quest’occasione, sono stati il segreatio della Fiom Cgil lucchese Mauro Rossi, Valentina Gullà della Filcams Cgil, Giacomo Saisi della Uil, Narcisa Pellegrini della Fim Cisl e Massimo Braccini, che per la Fiom segue a livello nazionale la trattativa Snai. Presente, a portare la sua solidarietà, anche Salvatore Piliero dell’Associazione invalidi e mutilati del lavoro.
Gli interventi hanno puntato il dito contro l’atteggiamento tenuto dai vertici Snai nel corso di questi lunghi mesi di trattativa, che, a detta dei sindacalisti, dimostrerebbero l’inattendibilità delle parole sin qui pronunciate dall’azienda (come dimostrerebbe il trasferimento della sede Snai da Porcari a Milano nonostante tutte le rassicurazioni in merito), la ricerca di trattative coi singoli dipendenti, l’assenza di un vero piano strategico, la volontà di far ricadere sulle spalle dei lavoratori il passivo di 400 milioni di euro accumulato nel corso degli anni per le scelte dei vertici aziendali, l’impermeabilità a ogni controproposta sindacale (a partire dagli ammortizzatori e dai contratti di solidarietà) per affrontare la situazione in un modo costruttivo. A chiudere è stato il vicesindaco di Porcari Leonardo Fornaciari, con a suo fianco il capogruppo dell’opposizione Riccardo Giannoni, per ribadire come l’intera città di Porcari sia a fianco dei lavoratori Snai.
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