Il Tirreno

Lucca

Porcari si stringe attorno ai lavoratori durante il corteo

di Nicola Nucci
Porcari si stringe attorno ai lavoratori durante il corteo

Circa 150 i dipendenti che hanno sfilato sino al municipio in mezzo agli applausi di cittadini e commercianti

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PORCARI. «Il posto di lavoro, non si tocca, lo difenderemo con la lotta»: questo lo slogan scandito più spesso dai lavoratori Snai, preoccupati per il proprio futuro, e che ieri mattina – a sei mesi di distanza dall’ultimo corteo – sono sfilati per difendere il proprio posto di lavoro.

Una lunga protesta iniziata fuori dai cancelli dello stabilmento di via Boccherini, dalle 8 hanno cominciato ad arrivare i lavoratori. Ma in molti, contrariamente a quanto fatto ogni mattina, hanno deciso di non varcare quel cancello. Striscioni appesi sulle recinzioni e striscioni in mano, non solo della Snai, ma anche di altre realtà produttive venute a portare la loro solidarietà. E tante bandiere del sindacato. La folla è andata via via crescendo e,poco prima delle 10 il corteo, scortato da carabinieri e polizia municipale, ha preso il via, seguendo in gran parte il percorso di sei mesi fa: lungo la provinciale Romana, con il traffico che è stato temporaneamente fermato (e tra automobilisti e camionisti in pochi hanno usato il clacson per lamentarsi, consci del dramma che quelle persone stanno vivendo) poi, dopo il giro della rotonda i manifestanti sono entrati in via Capannori e da qui hanno attraversato il centro del paese, applauditi dai cittadini e dai commercianti fuori dai negozi. Quindi l’arrivo in piazza Orsi, davanti al municipio. Un corteo fatto di tanti volti da cui affiora una grande rabbia e preoccupazione.

«Prima la scelta inaccettabile di tenere rapporti diretti con i lavoratori, scavalcando di fatto qualsiasi trattativa sindacale – dice spiega Roberta Tessandori Bernini, esponente di riferimento delle Rsu, che poi interverrà anche dal balcone del municipio – quindi lo spostamento della sede operativa a Milano e i demansionamenti. Infine la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la modifica del regolamento aziendale. Tutti segnali della volontà di smantellare la sede porcarese. Non ci stancheremo e lotteremo come leoni per tutelare i nostri diritti. In risposta agli esuberi chiediamo di aprire una procedura sugli ammortizzatori sociali e contratti di solidarietà che garantirebbero un anno in più di respiro».

Tutti i reparti sono in agitazione, in particolare quelli più a rischio del comparto degli apparecchi (slot e videolottery). La richiesta dei lavoratori è di riaprire un confronto limpido: «Devono parlare chiaro, dire cosa vogliono fare e riprendere un dialogo ora ridotto ai minimi termini e non certo per volontà nostra», dice Maurizio De Cesari, uno dei tanti lavoratori in sciopero. Sulla stessa lunghezza d'onda Domenico Bruno, che per il caso Snai si attende «una risonanza nazionale, e dopo la mozione del consiglio comunale di Porcari intervenga anche il governo che dovrà rinnovare la concessione pubblica per le licenze su giochi e scommesse».

«Chiediamo più rispetto e chiarezza sul piano industriale che ancora non si è visto», dice Silvia Cordoni, che teme uno smantellamento della centralità della Snai Porcari. A parlare sono anche gli striscioni esposti in corteo e davanti al Comune: da "la Snai siamo noi", "concessione di licenziare" a quello che recita "gli esuberi con le nostre tasche".

Al fianco dei dipendenti della Snai, come detto, anche alcune delegazioni di lavoratori di altre aziende, come Kme e Perini.

Intanto lo sciopero va avanti e proseguirà in settimana con le rimanenti 12 ore di astensione dal lavoro delle 24 decise nell'assemblea di venerdì scorso.

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