Attenzione
Addio a don Lorenzo Nanni per decenni parroco a Bagni
Il religioso si è spento all’età di 89 anni alla casa del clero di via San Nicolao, oggi i funerali
BAGNI DI LUCCA. Cordoglio per la morte di don Lorenzo Nanni, per decenni amato parroco di Bagni. Si è spento a 89 anni, gli ultimi dei quali passati nella casa del clero in via San Nicolao. I funerali si svolgeranno oggi alle 15 nella Chiesa di San Pietro a Corsena e saranno presieduti dall'arcivescovo Italo Castellani.
Al termine, la salma verrà portata al cimitero della natia Colognora di Valleriana, nel comune di Villa Basilica. Don Lorenzo era stato ordinato prete nel luglio del 1951, dopo gli studi di teologia nel seminario arcivescovile di Lucca. Da giovane aveva esercitato il suo ministero come parroco a Medicina, nella Svizzera pesciatina. «Il ricordo di quei primi anni – dice don Emanuele Rosi attuale parroco di Bagni di Lucca – è sempre stato presente nella mente di don Lorenzo, infatti spesso mi raccontava in maniera dettagliata come fosse dura la vita a quel tempo. Per arrivare a Medicina non c'era nemmeno la strada, e durante la settimana doveva andare e tornare a piedi a Pescia per fare la spesa». In quegli anni strinse un rapporto di amicizia con don Ascanio Giampaoli, allora parroco del paese limitrofo di San Quirico, che conosceva già dal seminario. Fu proprio don Lorenzo a portare don Ascanio ad aderire ai Focolarini, movimento cattolico nato dopo il Concilio vaticano II e fondato da Chiara Lubich.
L'appartenenza a questo movimento li portò alla decisione di condividere insieme la guida di una comunità parrocchiale, e l'allora arcivescovo Giuliano Agresti, accolse questo loro proposito di vivere insieme e li mandò parroci a Bagni di Lucca e paesi limitrofi nell'ottobre del 1975. Incarico che avevano portato avanti fino al settembre 2014, quando don Rosi assunse la guida della comunità parrocchiale.
Don Lorenzo è sempre stato prete di preghiera, molto attento a quanto accadeva non solo nel territorio, ma anche nel resto del mondo. Ogni giorno dedicava un'ora ad aggiornarsi leggendo giornali e riviste, attento anche alle questioni sociali. La sua umiltà e la sua disponibilità lo avevano fatto entrare nel cuore di tutta la popolazione, non solo dei praticanti. «Nella guida delle parrocchie – continua don Rosi – era molto attento alle questioni economiche e burocratiche, e seguiva sempre con attenzione i vari lavori che venivano fatti. Quando arrivai lui e don Ascanio mi accolsero molto bene, seguendo i primi lavori di restauro della canonica di Ponte a Serraglio. Anche l'ultima fase della sua vita l'ha vissuta dignitosamente, con la consapevolezza che la malattia stava facendo il suo corso. Si è affidato sempre alla volontà di Dio, come mi disse lunedì mattina quando l'ho incontrato alla casa del clero».
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