Sull’utilità del polo tecnologico ancora tanti dubbi
CAPANNORI. Il piano di sviluppo per rilanciare il polo tecnologico di Segromigno non convince l'opposizione che torna a chiedere chiarezza sul futuro della struttura. «Sono anni che ci viene detto...
CAPANNORI. Il piano di sviluppo per rilanciare il polo tecnologico di Segromigno non convince l'opposizione che torna a chiedere chiarezza sul futuro della struttura. «Sono anni che ci viene detto che il polo tecnologico sta per partire. Va bene partire piano, ma così pare un po' eccessivo. Quando si spendono milioni di euro di soldi pubblici forse sarebbe anche giusto avere una chiara visione di quello che si sta facendo. Ed è proprio questo quello che noi, dai banchi dell'opposizione a Capannori, stiamo chiedendo», scrivono in una nota i gruppi di opposizione Alternativa Civica, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Udc dopo le scintille con la maggioranza nell'ultimo consiglio.
«A distanza di più di due anni dall'inaugurazione – continua la nota – e a oltre sei anni dalla stipula dei primi protocolli d'intesa con i centri di ricerca e le Università, e dopo l'acquisto di microscopi e altri macchinari che nessuno ha mai usato, non si capisce perché questa dovrebbe essere la volta buona. Cosa è cambiato? Gli attori sono sempre gli stessi, le promesse le medesime e di concreto cosa c'è? Niente. Anzi scopriamo che il ruolo della Scuola Normale, che prima era sbandierato come fondamentale per lo sviluppo delle nanotecnologie nel polo, adesso è relegato al ruolo di possibile partnership. Inoltre nessuno ci ha voluto dire uno straccio di nome di azienda che sia interessata ad avvalersi del Polo di Segromigno per sviluppare innovazione nel settore delle nanotecnologie. E sicuramente non perché non ve ne siano, ma perché forse non ritengono che il Comune di Capannori sia un partner credibile per andare realmente incontro alle loro esigenze. Infatti alcune aziende del territorio si sono rivolte altrove, dove hanno trovato competenze, strategie e reali partner per fare insieme business».
Poi le domande all'amministrazione: «Cosa significa investire nei nuovi materiali? Quali sono i nuovi materiali e quali le aziende del nostro territorio sono interessate ad usarli? Chi decide cosa fa il Polo senza manifestazioni di interesse e verifiche a monte delle esigenze delle aziende? Su questo punto, come altri sollevati, non abbiamo avuto risposta. Non esiste un'ipotesi di investimento e una strategia scientifica precisa. C'è bisogno di concretezza e di progetti seri, non si improvvisa, senza una strategia, un polo di incubazione di impresa».
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