Proteste
Rsa, critiche per il dietrofront del Comune
Roberta Bianchi (Fds): «Cosa ha indotto l’amministrazione ad affidare il servizio alla Pro.ges?»
LUCCA. L’inversione di rotta da parte del Comune di Lucca è di pochi giorni fa, esattamente il 2 novembre. Annullamento della concessione delle case di riposo alla coooperativa Agorà per affidarla alla cooperativa Pro.ges, che a suo tempo aveva presentato, e vinto, il ricorso al Tar.
La cooperativa Agorà, a sua volta, ha presentato appello al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar, con l'esito atteso per la metà di gennaio. Sulla vicenda interviene ora la consigliera Roberta Bianchi (Federazione della sinistra).
«Ci chiediamo cosa abbia indotto l'amministrazione ad affidare il servizio alla cooperativa Pro.ges, a meno di due mesi dal pronunciamento del Consiglio di Stato, togliendola alla Kcs, cooperativa che lo gestisce attualmente - spiega Bianchi -. Le motivazioni ci appaiono tanto più oscure, dal momento che il Comune ha appoggiato il ricorso di Agorà, sostenendo l'esito del bando. Se la decisione del Consiglio di Stato fosse favorevole ad Agorà, nel giro di pochi mesi le case di riposo cambieranno gestione per tre volte, con le conseguenze che ciò inevitabilmente determinerà sugli ospiti per l'avvicendamento di personale, di programmi e di modalità di organizzazione».
La preoccupazione di Renata Bianchi, ovviamente, è anche per il personale. Con una chiara richiesta anche all’assessore Ilaria Vietina. «Siamo altresì molto preoccupati per le sorti del personale, perchè oltre 30 lavoratrici rischiano di perdere il posto di lavoro e ciò indipendentemente da chi gestirà il servizio. Infatti, come immediatamente denunciato dai sindacati, la concessione è formulata in modo tale da produrre esubero di personale con conseguente perdita di posti di lavoro, prevalentemente femminile. In tal senso ho presentato un'interrogazione all'assessore Vietina per avere rassicurazioni sulle sorti del personale. Spero che, questa volta, contrariamente alle abitudini di questa amministrazione, l'assessore voglia rispondere e fornire garanzie adeguate sul futuro sia alle lavoratrici che agli ospiti».
Nei giorni scorsi anche i sindacati avevano avanzato preoccupazioni per la vicenda che coinvolge in totale 180 dipendenti che tutti i giorni si prendono cura di 150 anziani.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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