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Lucca e Matilde di Canossa tra la storia e il mito

Lucca e Matilde di Canossa tra la storia e il mito

LUCCA. Matilde di Canossa rivive nelle sale monumentali della biblioteca statale di Lucca attraverso una grande mostra documentaria aperta fino al 6 dicembre, da lunedì a venerdì in orario 9-18 e il...

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LUCCA. Matilde di Canossa rivive nelle sale monumentali della biblioteca statale di Lucca attraverso una grande mostra documentaria aperta fino al 6 dicembre, da lunedì a venerdì in orario 9-18 e il sabato 9-13. Ieri il taglio del nastro alla presenza di autorità e cittadini che hanno così ammirato i preziosi cimeli esposti, sapientemente collocati nelle eleganti teche al terzo piano dell'edificio di via S. Maria Corteorlandini che trasuda di cultura e storia. Una ricca e prestigiosa collezione di testi e documenti d'epoca, libri antichi, pergamene a firma autografa della celebre nobildonna e numerosi codici, tra cui il noto manoscritto "Vita Mathildis" del monaco Donizone. "Lucca e Matilde di Canossa tra storia e mito" è un condensato di storia che ripercorre le tappe più importanti dell'esistenza di questa esponente dell'aristocrazia medievale, vissuta tra il 1046 e il 1115 che alla sua morte fu sepolta nella basilica di San Pietro in Vaticano. Ci sono voluti mesi per realizzare la mostra, resa possibile grazie al contributo della fondazione Crl, col Comune di Lucca e la biblioteca statale. Artefici dell'iniziativa l'Archivio di Stato che ha fornito buona parte della documentazione e l'Archivio Diocesano lucchese, a cui si deve l'esposizione di tredici pergamene restaurate per l'occasione. «L'idea della mostra era per ricordare il 900º anniversario della morte di Matilde che cadeva lo scorso anno, con un evento che fosse all'altezza del personaggio che ha lasciato tracce significative nella memoria storica del nostro territorio» afferma la vice sindaca di Lucca Ilaria Vietina, intervenuta alla presentazione dell'evento, con la direttrice della biblioteca e a Raffaele Savigni, responsabile scientifico della mostra. A Matilde di Canossa e alla madre Beatrice, discendente dei Lotaringi, si deve la realizzazione di numerosi edifici, chiese e ponti, compreso quello che nel 1076 fu il primo ospedale di Lucca per pellegrini che trovò spazio accanto alla chiesa di S. Martino. Alla granduchessa di Toscana è intitolata anche la zona di Porcari detta Smarrita, nei cui boschi la donna si smarrì mentre da Canossa si recava nelle sue terre toscane e ritrovò la strada seguendo la campana che richiamava i pellegrini di passaggio. Dal temperamento forte e dal carattere rivoluzionario, si schierò a favore del Papato, contrapponendosi alle idee del padre Bonifacio, simpatizzante per l'Impero che gli aveva consentito di espandere il proprio potere. Si sposò due volte con matrimoni combinati, con Goffredo il gobbo e Goffredo il barbuto ed ebbe una figlia, Beatrice, morta in tenera età. Un personaggio controverso e talvolta scomodo fu Matilde, che rappresentò un'epoca difficile.

Rossella Lucchesi

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