Sicurezza
Lavori di restauro al campanile di Ponte a Serraglio
L’opera è in forte stato di degrado a seguito delle piogge L’intervento finanziato dalla Fondazione Crl
BAGNI DI LUCCA. Partiti i nuovi lavori di restauro al campanile di Ponte a Serraglio, nel quale lo scorso anno era stato cambiato e rinnovato completamente l'impianto delle campane, secondo le normative vigenti,
L'intervento si è reso possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del fondo diocesano dell'8 per mille, erogato alla parrocchia grazie all'interessamento dell'arcivescovo Italo Castellani, del vicario generale monsiginor Michelangelo Giannotti e dell'economo diocesano don Claudio Francesconi. La progettazione e direzione dei lavori è affidata all'architetto Arianna Tolomei di Bagni di Lucca, mentre il coordinatore alla sicurezza è l'ingegner Christian Ricci. L'opera di restauro del campanile è affidata a Paolo Cecchettini, esperto nella conservazione e restauro dei beni culturali.
«Ponte a Serraglio - ricorda il parroco, don Emanuele Rosi - rappresenta la porta d'ingresso della località termale di Bagni di Lucca, ricordata per la prima volta in una pergamena del 1291 con la denominazione di “Ad Pontem Asseralium”. Prima del 1317, anno in cui Castruccio Castracani degli Antelminelli costruì il ponte in Pietra sulla Lima, il paese aveva l'attuale denominazione per l'esistenza, già da tempo, di un ponte probabilmente in legno. Ponte a Serraglio sorse come un luogo fortificato a guardia del passaggio sul fiume, da qui il nome di "Serraglio».
Nel 1544 fu costruito un primo oratorio intitolato al SS.Crocifisso, perché gli abitanti del Ponte, come ricorda il professor Bruno Cherubini nella sua opera “L'onoranda vicinanza di Ponte a Serraglio” del 1972, dipendevano dal Bagno a Corsena e la loro parrocchia era la Chiesa di San Pietro a Corsena. La chiesa di Ponte a Serraglio, dedicata al SS.Crocifisso, fu eretta a parrocchia autonoma nel 1661 dal Cardinale Gerolamo Buonvisi, arcivescovo di Lucca separandola dalla Chiesa di San Pietro a Corsena.
Sebbene esistesse un vecchio campanile che nel 1639 veniva restaurato, nel 1702 venne iniziato il nuovo campanile a pietra bugnata e portato a termine nel 1709. La mostra dell'orologio risale al 1731 e fu in quella occasione che fu trasformato a pendolo dall'orologiaio Antonio Fontana di Torino. Attualmente il campanile è alto 25 metri con facciate che presentano la pietra serena sia nell'importante bugnatura dei cantonali che nelle eleganti cornici che scandiscono i vari piani, mentre le altre superfici sono trattate ad intonaco, l'orologio è costituito da un quadrante in marmo con numeri romani. Il campanile si presenta in forte stato di degrado con danni derivati dall'azione combinata di diversi agenti quali infiltrazioni di acqua, sbalzi termici e mancanza di un adeguato sistema di smaltimento delle acqua piovane. Emanuela Ambrogi
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