Finanza
La campagna per il no alla riforma Renzi
Cgil, Anpi, Arci e il Coordinamento Democrazia Costituzionale all’attacco con tre iniziative pubbliche
LUCCA. È un no su tutta la linea alla riforma costituzionale proposta dal governo Renzi quello che arriva dal fronte compatto di Cgil, Arci e Anpi insieme al Coordinamento Democrazia Costituzionale. Per più motivi: «Perché la riforma - spiega il segretario provinciale Cgil Rossano Rossi - riduce il potere del parlamento a favore del governo, non semplifica ma aumenta i conflitti, riduce la sovranità popolare, non fa risparmiare e non interviene sui privilegi dei politici, eletti e nominati. Senza contare che intorno al referendum del 4 dicembre c’è una voluta disinformazione. Noi proviamo a informare i cittadini: abbiamo in programma iniziative su tutto il territorio provinciale».
La battaglia sarà a tutto campo: da parte sua Rossi, consapevole dei tempi stretti e di varie difficoltà, confida nella sua efficacia, grazie anche all’unità di intenti di forze rappresentative della società civile quali sono il sindacato, Arci e Anpi. «Ci ha spinto a entrare in questa campagna il fatto che la Costituzione va difesa - spiega Carlo Giuntoli dell’Anpi -. Dai congressi di sezione fino al nazionale abbiamo riscontrato questa idea in tutti i nostri iscritti». «La proposta di adesione è passata tra noi all’unanimità - gli fa eco Beppe Corso dell’Arci -. Colpisce l’arroganza di fondo di chi propone la riforma usando tutti i mezzi a disposizione». Luca Baccelli, docente universitario e costituzionalista, oltre che membro del coordinamento parla della riforma come «profondamente scorretta, anche nei messaggi mediatici. Non è assolutamente vero che riduce la burocrazia e riduce il potere del parlamento con una pasticciata revisione del senato. La democrazia è a rischio». «Questo governo si sta approfittando dei cittadini, parla alla pancia e non alla testa delle persone. Intorno alla riforma c’è una campagna disinformativa, la riforma è confusa», dice Maria Rosa Costabile della segreteria. E così Fabrizio Simonetti, sempre della segreteria puntualizza che «è vero, la nostra Costituzione avrebbe bisogno di essere cambiata ma in funzione dell’assetto sociale».
La campagna per votare no al referendum ha già tre date fissate. Il 10 novembre una conferenza su “I perché del no al referendum costituzionale”si svolgerà alle 21 al Circolo dei Forestieri di Bagni di Lucca: interverranno il costituzionalista Paolo Caretti e il segretario regionale Cgil Maurizio Brotini. Il 14 novembre, sempre alle 21, nella sala riunione del municipio di Capannori un’altra conferenza con uguale titolo: parteciperanno il costituzionalista Federico Sorrentino e il segretario regionale Cgil Mauro Fuso. A Lucca l’appuntamento per la conferenza pubblica dal titolo “Perché no” è il 25 novembre alle 9,30 al Foro Boario: i relatori saranno Rossano Rossi, Luca Baccelli e Carlo Giuntoli. È in corso di organizzazione un’ulteriore conferenza che dovrebbe tenersi a Viareggio: data e luogo saranno resi noti a giorni. (b.a.)
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