Il Tirreno

Lucca

Imposta di soggiorno oltre quota mezzo milione

Imposta di soggiorno oltre quota mezzo milione

Nel terzo trimestre del 2016 sale del 3,3% rispetto all’anno precedente, risultato penalizzato dallo stop dell’Universo e dagli affittacamere in nero

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LUCCA. Cresce ancora l’importo dell’imposta di soggiorno. A tutto settembre 2016, quindi per i primi tre trimestri (l’arco temporale sulla quale è calcolata), la cifra arrivata nelle casse del Comune è stata di 550.301 euro.

Si tratta di un aumento del 3,3% rispetto ai corrispondenti nove mesi dell’anno precedente, quando la cifra si attestò poco sotto i 533.000 euro.

Un discreto risultato, anche se inferiore rispetto a quanto si prevedeva a palazzo Orsetti. Fra i fattori che possono aver influito c’è senz’altro la chiusura dell’hotel Universo, ormai da diversi mesi in ristrutturazione dopo essere entrato nell’orbita del Ciocco-Marriott.

«Bisogna considerare - spiega infatti l’assessore al turismo Giovanni Lemucchi - che un hotel di quella importanza vale diverse decine di migliaia di euro ai fini dell’imposta di soggiorno».

L’obiezione potrebbe essere presto fatta: anche se i turisti non sono potuti andare all’Universo, probabilmente sono finiti in qualche altra struttura. E quindi, alla fine, la loro quota di imposta di soggiorno dovrebbe comunque essere finita nel conteggio finale.

In realtà qui si innesta un altro punto, il vero nodo dolente dell’accoglienza turistica - non solo di Lucca. Ci riferiamo, ovviamente, agli alloggi privati utilizzati a scopo turistico. Un “mare magnum” che rimane sotto la superficie di quanto viene dichiarato al fisco, statale e comunale. Un problema al quale anche la legge regionale attualmente in discussione a Firenze proverà a mettere una toppa, ma che rimane comunque una montagna da scalare. «La vera domanda da porsi circa i clienti dell’Universo - ragiona Lemucchi - è “dove sono andati?”».

E una risposta può essere cercata proprio negli affittacamere, che a Lucca hanno una densità che in regione è seconda solo a quella di Firenze.

Nei dati sull’imposta di soggiorno presentati ieri in commissione dall’assessore al bilancio Enrico Cecchetti quelche passo in avanti su questo fronte si registra. Nel terzo trimestre del 2016 sono state 240 le dichiarazioni presentate da chi esercita questa attività, con un importo versato di 20.742 euro. Per un raffronto, queste due cifre nel terzo trimestre dell’anno scorso valevano rispettivamente 136 e 11.351. «Il punto - spiega però Lemucchi - è che si tratta di numeri che intercettano solo una piccola parte del fenomeno». Il resto rimane al momento fuori dai radar del Comune e, quindi, da quelli della imposta di soggiorno. Funziona anche il sistema telematico di comunicazione fra strutture e Comune, che consente di dichiarare il dovuto riducendo tempi e costi: nel terzo trimestre dell’anno in corso è stato utilizzato dal 77,99% delle strutture. Praticamente lo stesso dato del secondo trimestre, ma il portale è stato penalizzato dalle conseguenze di un blackout elettrico che lo hanno reso indisponibile negli ultimi due giorni utili per la dichiarazione.

I soldi dell’imposta di soggiorno sarebbero vincolati ad azioni di promozione e accoglienza turistica. Condizionale d’obbligo, visto che poi questo vincolo è piuttosto labile. Ciò non toglie che, anche in accordo con le associazioni di categoria, si proverà a utilizzare parte della cifra per migliorare l’appeal della città: e il primo provvedimento finanziato in questo modo sarà il contributo, maggiore dello scorso anno, che il Comune darà per l’illuminazione natalizia.

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di Redazione web