Sicurezza
Centrodestra: la parola d’ordine è unità
Lega, Forza Italia e FdI aprono alle liste civiche per riconquistare il Comune. Ma dietro le quinte si litiga
LUCCA. L’intera conferenza stampa si può sintetizzare in una parola: unità. Questo il concetto su cui i rappresentanti regionali dei tre partiti di centrodestra hanno più insistito nella conferenza stampa di ieri dedicata alle prossime amministrative lucchesi. Francesco Pellati della Lega Nord, Giovanni Donzella di Fratelli d’Italia e Stefano Mugnai di Forza Italia hanno illustrato la loro linea guida in vista del voto, ossia, appunto, uno schieramento unito, rafforzato dalla presenza di liste civiche, per riconquistare Lucca. Una scelta che, è stato ribadito nei diversi interventi, nelle ultime esperienze toscane ha pagato, come nei casi di Arezzo, Grosseto o Cascina.
E il candidato sindaco? E il programma? Arriveranno in tempi brevi, ha assicurato Pellati, che ha aperto l’incontro in una sala affollata di esponenti del centrodestra provenienti da tutta la provincia. Il rappresentante della Lega Nord ha sottolineato l’importanza delle liste civiche, utili a rafforzare «un’alleanza che ha funzionato, e qui in Toscana abbiamo più vinto che perso».
Rottura e unità, ha insistito Pellati: di rottura saranno il programma e il candidato sindaco che «tra poco proporremo» (sbilanciandosi anche su una possibile scadenza: una quindicina di giorni). Unità, invece, da contrapporre a un centrosinistra che si presenta spaccato, e non su progetti, ma «tra chi ha l’endorsement di Rossi e chi quello di Renzi». Insomma, per Pellati la possibilità di un centrosinistra diviso anche sulla scheda elettorale è un qualcosa di assai concreto e di cui occorre approfittare. Unità che al voto lucchese ci sarà, indipendentemente da quello che potrà accadere a livello nazionale, ha sottolineato da parte sua Donzelli: «Il centrosinistra ha governato male Lucca, e lo sa, come dimostra la volontà di cambiare candidato sindaco. Noi invece ci presenteremo uniti e con un candidato di rottura».
Sugli effetti positivi dell’unità ha insistito anche Mugnai, ricordando sempre l’esito delle ultime tornate elettorali, per battere il centrosinistra e anche per fare da argine al Movimento 5 Stelle. Quindi, sulla possibile figura del sindaco, nessun dettaglio. Si spiega solo che dovrà essere una figura capace di rispondere alle esigenze di Lucca, indipendentemente dalla provenienza: se espressione dei partiti o espressione della società. Ma, oltre al voto amministrativo, Mugnai ha anche ricordato la scadenza più prossima, quella referendaria, ribadendo l’invito a lavorare per il no.
Unità e ancora unità, ma, a proposito di questa parola, resta un nodo di fondo, ossia proprio l’assenza di unità – nel caso lucchese – all’interno del partito numericamente più importante della coalizione, ossia Forza Italia. Mugnai non solo dribbla elegantemente la domanda ma, anzi, riesce a trasformare questa “ferita” in un punto di forza: «È normale che nei partiti ci sia dialettica interna, che alcuni soggetti si trovino in disaccordo».
Meno normale, forse, quanto avvenuto nel dopo conferenza. Quando i toni e i volumi delle voci si sono alzati fra Mugnai e alcuni esponenti della “fronda” a Marchetti e Mallegni. Un confronto durante il quale proprio Mugnai avrebbe sconfessato il sindaco di Pietrasanta, proprio vicario: il punto sarebbero state le “promesse” di Mallegni sul ripristino degli organi comunali. Un punto che - ha spiegato Mugnai - deve passare dal coordinatore regionale. Cioè da lui.
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